Un fuga di massa verso il #Pd. Sel sta vivendo un momento drammatico con una scissione a ciclo continuo a causa delle dimissioni dei dirigenti. Per questo motivo il leader Nichi Vendola aveva dichiarato di voler lasciare, ma la direzione nazionale gli ha rinnovato la fiducia.

Molti di loro sono stati tra i fondatori del partito: per questo sorprende ancora di più che abbiano deciso di approdare al lido di Matteo Renzi, benché ufficialmente siano tra gli "indipendenti". La miccia è stata innescata dal risultato delle Europee con lo stupefacente 40,8% incassato dai democratici, mentre Sel ha ottenuto il 4% solo grazie all'inserimento del cartello elettorale rappresentato dalla lista 'L'Altra Europa con Tsipras'.

Pubblicità
Pubblicità

Le dimissioni di Migliore e Fava

Il primo passo verso la scissione di Sel è stato l'annuncio delle dimissioni di Claudio Fava e Gennaro Migliore, due big del partito che preferivano un approdo nel gruppo dei socialisti europei e quindi un comportamento dialogante con il #Governo Renzi.

Ma in Sel ha prevalso la linea del coordinatore, Nicola Fratoianni, con l'adesione al Gue, il gruppo della sinistra europea. Con l'uscita dal partito di Fava e Migliore, seguita dalle dimissioni di Titti Di Salvo e Ileana Piazzoni, è cominciata l'odissea di Vendola, tanto che aveva dato la disponibilità a lasciare il ruolo.

Chi è uscito ancora da Sel

Nelle ultime ore anche i deputati Alessandro Zan, Fabio Lavagno, Nazzareno Pilozzi hanno lasciato Sel. Ma soprattutto il tesoriere del partito, Sergio Boccadutri, è indicato tra quelli in uscita dal partito guidato dal presidente della Regione Puglia.

Pubblicità

Che ha denunciato: "Qualcuno nel Pd sta facendo campagna acquisti" e ha messo in guardia: "Il renzismo è fumo".