Ieri a Montecitorio, il Centro Democratico di Bruno Tabacci ha presentato una proposta di legge per chiedere l'#indulto per i reati di spaccio di droghe leggere, il tutto in modo tale da evitare il persistente sovraffollamento delle carceri italiani, e perseguendo, in questo modo, la linea dettata dal parlamento europeo.

La proposta è stata presentata dai sardi Anna Maria Busia, consigliere regionale e responsabile nazionale giustizia del CD, e dal deputato Roberto Capelli, insieme allo stesso Tabacci.

Dopo che la Corte Costituzionale ha reso illegitima la legge Fini-Giovanardi che equiparava le droghe leggere e quelle pesanti, la proposta di legge avrebbe lo scopo e l'obiettivo di evitare l'intasamento dei tribunali, colmi di ricorsi che chiedono la rideterminazione della pena.

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Secondo la Busia, sarebbero ben quattro mila i detenuti che potrebbero chiedere la rideterminazione della pena, con il risultato che si avrebbe a che fare con una scarcerazione certa.

Questa legge consentirebbe di bypassare un infinità di processi che rischierebbero di bloccare i tribunali della penisola, messi già a dura prova da tanti problemi irrisolti.

Capelli, primo firmatario della proposta di legge, afferma che l'indulto per questo tipo di reato consentirebbe di semplificare l'iter burocratico e snellire, di conseguenza, processi e situazioni di altra natura.

Infine i due esponenti sardi del Centro Democratico hanno affrontato anche l'argomento relativo alla questione dell' articolo 41 bis, riferito al trasferimento dei detenuti condannati per reati mafiosi presso le carceri della Sardegna.

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Capelli e Busia hanno affermato che la concentrazione di questo tipo di detenuti è pericolosissima per l' intera isola, e che quidi si opporranno fermamente a questo tipo di soluzione, aggiungendo, infine, che valuteranno attentamente anche il piano carceri e gli appalti per la costruzione degli stessi.