Appena si scava un po', anche a mani nude, vengono fuori i corpi. I corpi dei reati dei grandi lavori italiani, i grandi appalti. Corruzione, concussione, riciclaggio: è stato così per la ricostruzione dell'Abruzzo, è così per l'Expo 2015, è così per il Mose, una delle opere più grandi d'Italia in fase di costruzione che permetterà, spiegano gli ingegneri, di non avere più l'acqua alta a Venezia. Un'opera da diversi miliardi di euro, mica milioni. Nelle altre città marinare ci sono i frangiflutti. A Venezia i frangiflutti sono d'oro. Ma è un'opera necessaria per salvaguardare una città unica al mondo, Venezia, ma anche per spartirsi la solita torta di tangenti.

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E allora anche stavolta c'è di mezzo un bel po' di tutto, di quelli che si spartiscono la torta. Ed è una torta bipartisan, ce ne fossero di accordi così per lavoro, pensioni, sanità e tutto il resto. C'è il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, del centrosinistra, finito ai domiciliari con l'accusa di finanziamento illecito per la sua campagna elettorale nel 2010. C'è l'assessore regionale alle Infrastrutture, Renato Chisso, dell'altra parte, di Forza Italia. C'è il consigliere regionale del Partito democratico Giampiero Marchese, ci sono gli imprenditori Franco Morbiolo e Roberto Meneguzzo, c'è il generale in pensione Emilio Spaziante. Possiamo tranquillizzare i lettori, per lui nessun capo ultrà indosserà la maglietta "Spaziante libero". E poi c'è il senatore Giancarlo Galan, di Forza Italia, accusato di corruzione: per lui la Camera dovrà decidere sulla richiesta d'arresto.

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Tutti rigorosamente in grassetto, ma poi ce ne sono tanti altri, e probabilmente altrettanti dovranno ancora ricevere il loro avviso di garanzia. Nemmeno l'attenuante di poter dubitare su un'inchiesta arrivata a pochi giorni dai ballottaggi: l'inchiesta è vecchia di tre anni, ma 35 persone non le arresti per i ballottaggi. E poi bipartisan? Li ha forse "ordinati" Grillo questi arresti?

È un terremoto giudiziario più vasto di quello di due settimane fa dell'Expo 2015: allora c'erano le europee e le comunali e l'attuale capo del #Governo, #Matteo Renzi se l'era cavata bene affermando che non si potevano fermare i lavori di un'opera che muoveva l'economia per due arrestati. L'imbarazzante silenzio di quest'altra ondata di arresti fa pensare che il suo bonus, Renzi, l'abbia già usato e che non lo può usare di nuovo. Ed è un bonus che non regge affatto: c'è gente che muore di fame, c'è il 61% della disoccupazione giovanile, ci sono i suicidi di chi non riesce a far mangiare più i propri figli. C'è anche il ponte sullo Stretto, definitivamente bocciato dopo aver speso miliardi di euro in progettazione prima di arrivare ad un "no". Anche quello avrebbe mosso l'economia. E molto di più dei frangiflutti. #Elezioni politiche