"Si seguano le indicazioni dell'Onu e non il sentire dell'opinione pubblica", ha dichiarato in una nota il presidente di Antigone Patrizio Gonnella intervenendo dopo il rapporto del Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria che al termine di una nuova ispezione in Italia ha chiesto al #Governo Renzi e al Parlamento "provvedimenti straordinari - ha sottolineato Antigone - come le misure alternative alla detenzione al fine di superare il sovraffollamento carceri''. La delegazione Onu ha fatto riferimento alle misure straordinarie (come #amnistia e #indulto 2014) chieste dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo messaggio alle Camere dell'8 ottobre 2013 sull'emergenza carceri e la questione giustizia.

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Giustizia, amnistia e indulto, 41 bis e custodia cautelare in carcere: il punto della situazione

L'associazione Antigone chiede al Governo Renzi anche di non modificare il decreto svuota carceri (o indulto mascherato come lo chiamano M5s di Beppe Grillo e Lega di Matteo Salvini) nella parte relativa alla custodia cautelare.

''È folle pensare - si legge nella nota di Antigone sulla norma per la custodia cautelare in carcere contenuta nel decreto svuota carceri Renzi-Orlando - che si recluda preventivamente chi, per reati lievi con pene fino a tre anni in carcere non andrà da condannato. Per questo abbiamo fatto notare al Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite - ha spiegato Antigone mentre è in corso il confronto sulla riforma giustizia - come sia importante che il decreto approvato dal governo sulla custodia cautelare non venga riformato''.

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Antigone, in tema di giustizia e diritti umani, è d'accordo col Gruppo di lavoro Onu anche per quanto riguarda la recente ratifica della Convenzione contro la tortura, l'istituzione del Garante nazionale dei diritti dei detenuti e sul 41 bis, il regime di carcere duro per i mafiosi, "il 41 bis non è stato ancora reso conforme - secondo la delegazione Onu - agli standard internazionali in materia di diritti umani".

Sovraffollamento carceri, allarme in Sardegna e in Sicilia

Intanto "la Sardegna registra ancora un sovraffollamento in 7 strutture penitenziarie su 12. Il peso maggiore è concentrato nei nuovi istituti di Massama, Bancali e Tempio Pausania e nella Casa circondariale di Cagliari ", dichiara in una nota Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione Socialismo Diritti Riforme, con riferimento ai dati del ministero della Giustizia aggiornati al 30 giugno e resi noti ieri in Sicilia, ad Agrigento, dal ministro della Giustizia Andrea Orlando.

Situazione di sovraffollamento anche in Sicilia dove da tempo ormai si attende dal governatore Rosario Crocetta la nomina dei Garante dei diritti dei detenuti.

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Ad Agrigento - dove ieri è andato a confrontarsi il ministro della Giustizia Andrea Orlando con magistrati e avvocati sulla riforma della giustizia dicendo che "siamo usciti dal sovraffollamento carceri" - sono state promosse in questi mesi diverse manifestazione per amnistia e indulto visto che nel carcere di contrada Petrusa vi sono 450 detenuti a fronte di una capienza di 250 posti detentivi normativamente previsti.

Nel frattempo riprende la prossima settimana, da martedì 15 luglio, in commissione Giustizia al Senato della Repubblica, presieduta dal senatore di Forza Italia Francesco Nitto Palma, la discussione generale sui quattro disegni di legge per la concessione di amnistia e indulto in attesa che venga illustrata anche la quinta proposta di legge per indulto e amnistia predisposta dal senatore Ciro Falanga (Forza Italia).