Il tema dell'#amnistia e dell'#indulto resta uno dei nodi del 2014 da sciogliere per il Governo Renzi. Il punto di partenza della questione riguarda sicuramente il sovraffollamento carcerario, problema che ha provocato conseguenze non solo interne al Bel Paese, ma anche internazionali. Negli scorsi mesi la Corte di giustizia europea ha ricevuto una mole importante di ricorsi per il trattamento carcerario incivile somministrato ai detenuti e ha invitato l'Italia ha trovare una soluzione in tempi brevi.

Il Governo è quindi stato chiamato a un intervento, tanto che si sta muovendo su diversi fronti. Da un lato lo Stato centrale sta siglando delle convenzioni regionali (come quella appena conclusa con la Regione Lombardia) per consentire a chi è gravato da reati penali di piccola entità la possibilità di pene sostitutive.

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Dall'altro lato si pensa che degli indennizzi possano risolvere la questione di chi ha subito condizioni detentive non adeguate.



Resta all'orizzonte la possibilità di un intervento di amnistia e indulto in favore di una larga fascia di detenuti. La questione sta provocando non pochi grattacapi politici e l'atteggiamento di molti decisori rimane ancora ambivalente.

L'intervento del gruppo di lavoro dell'ONU

Oltre agli organi competenti dell'Unione Europea, in questi giorni è scesa in campo anche l'Organizzazione delle Nazioni Unite, che ha sottolineato l'importanza di un intervento straordinario di amnistia o di indulto. Delle misure di clemenza sono urgenti, anche se il gruppo di lavoro definisce come importanti e positive le iniziative già prese dal Governo Renzi in relazione ai problemi appena esposti.

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Il nodo ora sarebbe legato alla spendibilità politica di un provvedimento generale di amnistia, visto che potrebbe avere un riverbero negativo in una parte dell'elettorato.

Dal punto di vista legislativo, nella giornata di martedì 14 luglio è scaduto il termine per apporre degli emendamenti al decreto legge 92/2014, ovvero il famoso "decreto detenuti". Il decreto carceri sarà invece discusso il prossimo 22 luglio. Il Ministro Orlando punta il dito sulla necessità di un'armonizzazione delle diverse proposte di soluzione del problema carcerario che sono giunte in questi mesi. L'idea è di concretizzare i primi risultati positivi che si stanno raggiungendo attraverso la creazione di un impianto normativo stabile e adeguato alle necessità.