Nonostante il positivo parere dell'Unione Europea che il 5 giugno scorso ha promosso l'Italia per i progressi svolti per migliorare la situazione delle carceri, la vita nei penitenziari italiani non sembra essere cambiata. Sono infatti numerosi i casi di violenze, malattie nonché morti e suicidi: per questo i Radicali Italiani hanno deciso di continuare la loro pacifica battaglia dalla parte dei detenuti che, nonostante siano stati condannati ad espiare le loro colpe, hanno il diritto di vivere secondo le regole della dignità umana. Proprio per continuare a mantenere viva l'attenzione su quello che viene considerato il dramma delle carceri, Rita Bernardini ha deciso di intraprendere a partire dal 30 giugno scorso, un nuovo Satyagraha ovvero lo sciopero della fame.

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Rita Bernardini dei Radicali: ecco i tre punti principali della protesta

È la stessa Presidente dei Radicali italiani ad esporre le tre principali motivazioni di questa nuova forma di protesta nei confronti del #Governo, reo di non aver dato sufficiente attenzione ad una situazione ancora molto lontana dall'essere risolta. Ecco di seguito le tre motivazioni: #amnistia #indulto

  • scongiurare i numerosi casi di morte nelle carceri: a tal proposito la Bernardini ricorda gli ultimi due suicidi avvenuti non più di qualche giorno fa negli istituti di pena di Solliciano e Cagliari.
  • invitare a trovare una soluzione al problema delle cure negate ai detenuti, molti dei quali non possono continuare a vivere in carcere. Si cita il caso di un detenuto morto in ospedale in provincia di Caserta a causa di una grave malattia, dopo che solo qualche giorno prima gli erano stati negati gli arresti domiciliari.
  • porre l'attenzione sulla tortura del 41-bis.
La Bernardini ricorda inoltre che il dossier inviato in Commissione Europea dai radicali che descriveva in modo dettagliato la situazione nelle carceri italiane, non è nemmeno stato letto. Sembra tuttavia che verrà esaminato nella prossima riunione del 23 o 25 settembre.