Carceri , mafia e servizi segreti: ultime notizie del #Governo Renzi mentre in commissione Giustizia al Senato della Repubblica prosegue la discussione generale sul ddl di conversione in legge del decreto contro il sovraffollamento carceri e l'esame congiunto dei quattro ddl per la concessione di #indulto e #amnistia presentati dai senatori Luigi Compagna, Lucio Barani, Enrico Buemi, Luigi Manconi e altri cofirmatari. Importanti novità sulle indagini antimafia dei servizi segreti all'interno delle carceri arrivano nel pieno del dibattito sulla riforma giustizia 2014 di cui parlerà giovedì 31 luglio il ministro della Giustizia Andrea Orlando nella sua nuova audizione in commissione Giustizia al Senato della Repubblica durante la quale il guardasigilli sarà chiamato a rispondere anche sulle posizioni del Governo Renzi in merito ai ddl per indulto e amnistia.

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Carceri, via il segreto di Stato sulle operazioni 'Rientro' e 'Farfalla'

E' stato revocato anticipatamente il segreto di Stato sulle operazioni dei servizi segreti italiani denominata "Rientro" e "Farfalla": si tratta delle due inchieste promosse dal Sisde tra il 2005 e il 2006 all'interno delle carceri al fine di carpire informazioni ai boss mafiosi detenuti e sottoposti al regime di 41 bis, il cosiddetto carcere duro cui vengono sottoposti i capi delle organizzazioni criminali come Cosa nostra, 'ndrangheta e camorra. A decidere la revoca anticipata del segreto di stato sulle operazioni "Rientro" e "Farfalla" degli 007 italiani è stato il premier Matteo Renzi che ieri ha comunicato la decisione alla presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno mafioso Rosy Bindi e dal direttore del Dis (Dipartimento informazioni per la sicurezza della Presidenza del Consiglio dei ministri) Giampiero Massolo.

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Adesso la commissione Antimafia acquisirà tutti i documenti necessari a concludere l'inchiesta sulle spie in carcere. La vicenda del segreto di Stato è venuta fuori nel corso di un processo a Roma in cui l' ex funzionario del Dap Salvatore Leopardi e ex direttore della casa circondariale di Sulmona Giacinto Siciliano, sono imputati di aver passato agli agenti segreti del Dis informazioni sul pentito Antonio Cutolo, ex boss della camorra. Delle operazioni antimafia dei servizi segreti nelle carceri si è parlato qualche mese fa, quando il boss di Cosa nostra Totò Riina fu intercettato nel carcere Opera di Milano mentre discuteva con il boss pugliese Alberto Lorusso.

Carceri e mafia, Ingroia: 'Per Bernardo Provenzano non serve più il 41 bis'

E a proposito di carceri e mafia, le ultime notizie riguardano il boss della cupola siciliana Bernardo Provenzano sottoposto a regime di carcere duro. "Il 41 bis non serve più per Bernardo Provenzano, è ormai vecchio, stanco e malato", sostiene l'ex pubblico ministero Antonio Ingroia che portò alla sbarra l'ex numero uno di Cosa nostra.

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"La norma, originariamente introdotta alla specifica finalità preventiva di impedire che i capimafia potessero comunicare con l'esterno per dare ordini - è l'opinione espressa dall'ex magistrato Antonio Ingroia in un suo articolo pubblicato dal quotidiano Il Garantista - non deve essere ora reinterpretata come una forma di accanimento carcerario". Bernardo Provenzano si trova attualmente ricoverato all'ospedale San Paolo di Milano dove viene sottoposto ad alimentazione forzata. Lo scorso 7 luglio scorso il tribunale di sorveglianza di Roma ha rinviato al 3 ottobre prossimo la decisione sulla revoca del 41 bis nei confronti dell'ex numero uno della mafia siciliana.