La situazione nei penitenziari italiani è davvero migliorata come ha affermato l'Unione Europea poco meno di un mese fa promuovendo l'Italia per i progressi dell'ultimo anno? Non si può negare che qualche piccolo passo in avanti sia stato fatto, grazie soprattutto ad una minima riduzione del numero dei detenuti (che restano comunque ben superiori rispetto alla capienza delle strutture) ma le condizioni di vita all'interno degli istituti di pena continuano ad essere ancora ai limiti della sopportazione umana come evidenziano alcune drammatiche vicende di cui parleremo in seguito. Per questo i Radicali non si sono arresi e continuano la loro pacifica battaglia promuovendo il ricorso all'#amnistia e all'#indulto, non ultimo a riguardo il nuovo sciopero della fame ricominciato qualche giorno fa.

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Emergenza carceri: nuovi suicidi e morte nelle strutture di pena italiane

La scorsa notte un detenuto si 33 anni di origine marocchina si è tolto la vita inalando il gas di una bombola nel carcere di Solliciano, più volte balzato alle cronache per le pessime condizioni igenico-sanitarie della struttura. Anche a Cagliari si è verificato un suicidio di un uomo di 44 anni che si è impiccato nella sua cella con il lenzuolo. Diverso il caso di un detenuto di 70 anni gravemente malato da tempo, che è morto dopo che il giudice del Tribunale di sorveglianza di Napoli aveva respinto solo due settimane prima la richiesta di arresti familiari. Non è andata meglio ad un poliziotto penitenziario trovato morto i giorni scorsi, probabilmente per overdose, nel suo appartamento romano.

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