La Striscia di Gaza, poco più di 380 chilometri quadrati, è un limbo di terra da anni protagonista della crisi mediorientale. Compresa tra Egitto e Israele, nel corso dei secoli sottoposta al dominio di diversi imperi e popolazioni, poi annessa all'impero Ottomano, è l'oggetto di una contesa che sta spargendo sangue a fiumi, innocenti tra donne e bambini.

Dopo la prima guerra mondiale, viene assoggettata al dominio degli inglesi fino alla guerra arabo-israeliana del 1948 quando subisce l'amministrazione egiziana per poi passare nel 1967 con la guerra dei sei giorni agli israeliani. Tra il 1994 e il 1999, Israele lascia a Gaza il diritto di autogoverno sotto la direzione dell'Olp di Yasser Arafat.

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Le negoziazioni continuano ma con la prima intifada a metà del 2000 la situazione è grave, nel 2003 viene presentata una roadmap per una risoluzione di pace e nel 2005 si richiede la costituzione di due Stati.

La morte del leader Arafat e l'elezione di Mahmud Abbas, capo di Al-Fatah, presidente della Palestina, segna un nuovo epilogo positivo, i due Paesi sono pronti ad un cammino di pace. Ma nel 2005, nuovamente si acerbano gli animi, con la decisione di evacuare gli israeliani da Gaza e la rimozione delle colonie, tenendo sotto controllo lo sbocco marittimo e i confini. Nel 2006 il movimento di Hamas vince le elezioni palestinesi, il pericolo di nuove rappresaglie incombe si tratta di un'organizzazione creata nella prima Intifada dai Fratelli musulmani egiziani contro Israele, creare un governo risulta impossibile e si verificano scontri fino a che la Striscia di Gaza è completamente presa da Hamas.

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Hamas non ha un esercito possiede un'ala militare, le brigate 'Izz al-Din al-Qassam. Le principali armi sono gli attacchi bomba suicidi e i missili a media-lunga gittata, provenienti da Russia, Cina, Siria e Iran, i militanti hanno anche droni a disposizione e sono circa 10mila. L'economia nella zona subisce dopo l'embargo una serie di restrizioni con la delimitazione di una zona di pesca, la motivazione dell'embargo è chiara Hamas potrebbe usare i beni per costruire armi, ma la disoccupazione è in aumento con un tasso di povertà elevato. Per poter evitare l'embargo e uscire dallo stallo, furono creati tunnel sotto il confine con l'Egitto da cui si fanno passare benzina, materiali edili, beni, medicinali e armi. Il valico di Rafah, al confine con l'Egitto, è stato chiuso quando Hamas va al potere riaperto poi nel 2010. Israele permette importazioni i materiali di costruzione ed elettronici, passano di contrabbando dal tunnel.

La popolazione a Gaza vive grazie al governo e alla assistenza umanitaria.

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Il mondo intero si smuove per Gaza, per vedere la fine di questa carneficina che non ha più motivo le fazioni rivali stanno distruggendosi a vicenda e le vittime non si contano più anche nei confronti dei bambini l'odio cresce visti come probabili soldati molto incattiviti, ma come si può ferire e uccidere senza preoccuparsi affatto vite così giovani e fragili che nessuna colpa hanno. Non serve più questa vendetta continua di morte e crimini è tutto inutile nessuno avrà la vittoria vera ci sarà sempre un motivo di contendere ecco perché meglio a questo punto o abbandonare quelle zone (lasciare Gaza per salvare i propri figli e la propria vita) o smetterla di lottare. Arabi, palestinesi e israeliani non hanno più scuse per continuare se lo faranno si distruggeranno a vicenda fino all'ultimo sangue e un vero trionfatore non ci sarà mai.