Giornata cruciale quella di oggi a Palazzo Madama, dove si comincerà con le prime votazioni sul disegno di legge costituzionale di riforma del #Senato. Il testo è già stato approvato dalla commissione Affari costituzionali, ma si tratta di una versione modificata rispetto a quella prevista dal #Governo.

Naturalmente, ci sarà da aspettarsi la richiesta di nuove modifiche anche se l'intenzione dell'esecutivo è quella di chiudere in fretta la questione: l'obiettivo (giudicato dai più come utopistico) è quello di arrivare all'approvazione definitiva entro la fine di luglio, ma, come ribadito anche dal ministro Maria Elena Boschi,  la scadenza del 10 Agosto appare decisamente alla portata.

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Ricordiamo che dopo la prima approvazione, il testo sulle riforme dovrà subire un secondo passaggio alla Camera e al Senato, a non meno di tre mesi di distanza. Il premier #Matteo Renzi ha annunciato che il pacchetto dovrà essere approvato nei primi mesi del 2015.



C'è da dire che le resistenze sono davvero tante, soprattutto per quel grande numero di emendamenti, ben 7.800 che verranno proposti all'esame. Ciò che più preoccupa, però, non è tanto l’ostruzionismo che inevitabilmente verrà condotto dall’opposizione (Sel,  Lega e M5S) ma anche da quei 'franchi tiratori' della maggioranza a cui non piacciono alcuni punti chiave della riforma ed in particolar modo quello che riguarda l'elettività del Senato.

Un punto a favore del governo, però, è rappresentato dal consolidamento del patto tra Partito democratico e Forza Italia, dopo l'assoluzione di Silvio Berlusconi come imputato per il processo 'Ruby'.

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Altro punto chiave delle riforme sarà quella riguardante il titolo V della Costituzione che, ricordiamolo, prevede l'eliminazione delle materie concorrenti tra Stato e Regioni. Per effetto dell'approvazione della riforma, pertanto, diventeranno di competenza esclusiva dello Stato:

  • il sistema nazionale della protezione civile; 
  • l'ordinamento scolastico, l'università e la ricerca, il lavoro; il governo del territorio;
  • la produzione, il trasporto e la distribuzione nazionale dell'energia nonchè le grandi reti di trasporto