Il Comitato Nazionale dei Radicali si è riunito a Roma l'11-12 e 13 luglio per discutere delle problematiche da sempre molto care al movimento. Dopo avere evidenziato come gli esponenti di spicco del Radicali non abbiano nessuno spazio in televisione (tanto che Marco Pannella si trova addirittura al 349° posto dei politici più presenti), l'attenzione si è rivolta alla grave situazione delle carceri italiane.

L'Italia è stata recentemente promossa per i progressi svolti nel ridurre il sovraffollamento carcerario ma dietro questo positivo risultato ci sarebbe l'occultamento del dossier presentato il 22 maggio dai Radicali Italiani in sede europea.

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Tale dossier descriveva la reale situazione degli istituti di pena italiani, con dati precisi che purtroppo non sono mai arrivati all'attenzione del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa che si è quindi espresso favorevolmente in relazione ad una situazione ben più drammatica.

Il #Governo italiano, come riporta la mozione dei Radicali Italiani, non si è fatto scrupolo a dare un prezzo alla tortura fissando il costo di chi ha vissuto in condizioni disumane ad 8 euro al giorno (per coloro che sono già usciti di prigione) e un giorno di sconto ogni dieci per i detenuti ancora in carcere. Situazione tra l'altro difficilmente conteggiabile da parte dei giudici.

Comitato Nazionale Radicali Italiani: ribadito il ricorso ad #amnistia e #indulto

Al fine di risolvere il grave problema delle carceri, i Radicali Italiani rilanciano dunque ancora una volta i provvedimenti di amnistia e indulto, come già richiesti anche dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

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E per protestare contro il dramma delle carceri, Rita Bernardini, Marco Pannella e altri 150 cittadini, sostengono ancora una volta il Satyagraha, lo sciopero della fame, iniziato lo scorso 30 giugno. L'obiettivo è quello di dare maggiore attenzione ai problemi delle morti nelle carceri, delle malattie contratte dai detenuti, nonchè della situazione di Provenzano, ancora in regime di 41/bis nonostante sia incapace di intendere e volere.