La Storia umana ci ha abituati a vedere continui cambiamenti geografici-politici. Nel passato nascevano grandi imperi per poi frantumarsi e dare origine ad altre entità statali che poi a loro volta si sono unite per creare nuovi Stati per poi dividersi di nuovo. Il tutto con guerre varie e popolazioni distrutte. Anche nell'Europa attuale ci sono stati cambiamenti Statali che hanno modificato negli anni '90 la geografia politica nella ex-Jugoslavia e nella ex-URSS. Cambiamenti di questo genere hanno riguardato anche la storia del medio-oriente e il più recente è la proclamazione del nascente Califfato dello Stato islamico fondato sui territori conquistati nell'est della Siria e nell'ovest dell'Iraq dagli jihadisti dell'Isis, un gruppo islamista sunnita guidati dal loro leader Abu Bakr al Baghdadi, proclamatosi primo califfo dell'islam dopo la caduta dell'antico Impero Ottomano.

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Breve storia del califfato: la fondazione

La parola Califfo è il titolo utilizzato per indicare i successori di Maometto. Infatti il significato del termine nella lingua araba è proprio "successore". Maometto, fondatore dell'Islam, morì nel 632 d.C senza indicare un successore. Essendo il profeta capo unico della comunità religiosa che si chiamava Umma, ne ricopriva il ruolo di autorità temporale e spirituale svolgendo la doppia funzione di giudice di tutte le questioni interne e comandante delle milizie. Alla morte di Maometto si pose la questione di avere una nuova guida spirituale per tutti i musulmani. La scelta cadde su Abu Bakr, che era il padre della moglie di Maometto, diventando così il primo califfo sunnita. Nella storia del califfato vengono distinti tre periodi.

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Il primo viene definito "Forma di governo che rappresentò l'unità politica, spirituale e militare dei musulmani" che iniziò con Abu Bakr per proseguire con altri tre califfi amici di Maometto quando era ancora in vita il Profeta. Il governo aveva sede nella città di Medina e il califfo veniva riconosciuto da tutti i musulmani il capo indiscusso dell'intera comunità che oltre ad avere il compito di difenderla, doveva anche impegnarsi ad espandere territorialmente e spiritualmente il dominio dell'islam.

Periodi dinastici e tramonto del califfato

Il secondo periodo è quello del califfato dinastico della famiglia degli Omayyadi che sposta la capitale a Damasco. Il loro dominio inizia nel 661 e creano un impero che si estendeva dalla Spagna sino agli attuali Pakistan e Uzbekistan. Nel 749 gli Omayyadi vengono sterminati da un'insurrezione guidata dalla famiglia degli Abbasidi che erano discendenti di uno zio di Maometto. Anche questi instaurarono un califfato dinastico e trasferirono la capitale a Baghdad dando inizio al terzo periodo storico caratterizzato da grande splendore politico e culturale.

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L'arrivo dei Mongoli nel 1258 portò alla caduta del califfato degli Abbasidi e alla presa di Baghdad con la morte dell'ultimo califfo. Tuttavia un ramo secondario della famiglia sopravvisse e si rifugiò presso il Cairo e successivamente, nel 1517 il titolo di califfo venne assunto dal sultano ottomano Selim II. Terminata la prima guerra mondiale con la sconfitta e dissoluzione dell'impero ottomano, il califfato si chiuse definitivamente nel 1925 per volere di Ataturk, presidente della nuova Repubblica di Turchia.

Situazione oggi

A partorire l'idea attuale della rinascita dell'antico califfato fu il rivale di Bin Laden: Abu Musab al-Zarqawi, fondatore dell'Isis, ucciso nel 2006 da una bomba americana. Il suo successore fu Abu Omar al-Baghdadi che morì nel 2010. Infine prese il suo posto Abu Bakr al-Baghdadi, l'uomo autoproclamatosi principe dei credenti e capo dei musulmani di tutto il mondo. Il nuovo califfato è andato ad occupare parte dell'Iraq e della Siria. Il nuovo califfo Abu Bakr al Baghdadi chiede la fedeltà e il sostegno di tutti i musulmani. Avverte gli altri gruppi jihadisti e islamici che da questo momento non hanno più legittimità per rappresentare alcuno. In un audio messaggio diffuso da siti jihadisti chiama a raccolta tutti i musulmani alla guerra santa che li porterà sino alla conquista di Roma e dell'intero mondo. Sarà possibile? Probabilmente no. La suddivisione dei gruppi islamici, a cominciare da Al-Qaeda, è troppo forte. E poi ci sono gli interessi degli altri paesi arabi a cominciare dall'Iran e naturalmente delle grandi potenze come gli Usa affiancati dai paesi europei. Tuttavia un rischio reale c'è: l'innescarsi di un conflitto regionale di grosse proporzioni che potrebbe coinvolgere tutti i paesi arabi che al loro interno hanno già grosse difficoltà politiche e una nuova escalation terroristica che investirebbe l'Occidente. #Esteri