La Bundesbank attacca #Matteo Renzi, "Fare più debito non porta crescita". Scandisce il suo monito a Berlino, davanti a una platea di conservatori, il falco della Banca centrale tedesca, Jens Weidmann (economista di Solengin, presidente della Deutsche Bundesbank dal 2011), difensore implacabile della linea del rigore su flessibilità, patto di bilancio e riforme, che "vanno fatte non solo annunciate".

Jens Weidmann ha messo inoltre in evidenza che i tassi sui titoli di Stato dell'Italia non sono mai stati così bassi, una circostanza questa che secondo il numero uno della Bundesbank non aiuta a fortificare l'impegno sulle riforme del nostro Paese e degli altri sovraindebitati (oltre l'Italia cita la Spagna), il timore è che i tassi bassi non siano sfruttati per consolidare i bilanci, ma per finanziare altre spese.

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Attacco anche del PPE, il nuovo capogruppo il tedesco Manfred Weber afferma: "L'Italia ha il 130% di debito. Dove prende i soldi?", aggiungendo che "dobbiamo continuare sulla linea del rigore". La difesa del premier arriva da casa, pieno consenso al discorso fatto a Strasburgo dal primo ministro italiano da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che dal Quirinale è netto nel mostrare l'intento unitario dell'Italia nella richiesta di cambio di passo all'Europa, senza per questo venire meno alle politiche di rigore.

Perentoria e piccata la replica arrivata da palazzo Chigi alla Banca centrale tedesca "Se la Bundesbank pensa di farci paura forse ha sbagliato Paese. Sicuramente ha sbagliato governo". #Unione Europea