Il ministro degli #Esteri italiano Federica Mogherini si trova a Kiev, dopo l'inizio del semestre europeo guidato dal nostro paese, dove ha incontrato oggi il suo omologo Pavel Klimkin. Egli ha dichiarato, una volta terminato il colloquio, che l'Ucraina è pronta a fermare le operazioni nell'est del paese a patto che la Russia smetta di sostenere i ribelli affinchè si possa realizzare a Donetesk "un cessate il fuoco bilaterale e sostenibile". Il capo della Farnesina ha affermato che tra poco si recherà a Mosca per portare al presidente Putin la richiesta del #Governo ucraino di "usare la sua influenza sui separatisti per convincerli a un cessate il fuoco bilaterale e ad un controllo dei confini, trasparente, sotto l'egida dell'Osce".

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Il ministro della Difesa di Kiev però ha frenato gli entusiasmi affermando il proseguimento delle operazioni militari nelle regioni separatiste, nella parte orientale del paese, fino a quando i ribelli filorussi non deporranno le armi. Il presidente ucraino Poroshenko ha nominato oggi un nuovo capo delle operazioni militari Vasyl Grytsak dopo avere approvato ieri un ulteriore piano per rendere più efficace l'azione dell'esercito. Gli scontri sul terreno sono proseguiti purtroppo anche oggi. Un colpo di artiglieria ha colpito un bus a Lugansk uccidendo due persone e ferendone quattro.

Secondo alcune fonti le truppe ucraine si appresterebbero a riconquistare Donetsk dove è stato rapito dai filorussi lo scorso 3 luglio Padre Tikhon, un sacerdote cattolico di rito orientale di 43 anni, perché aveva partecipato ad aprile ad alcune manifestazioni a favore del governo di Kiev.

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Il parlamento ucraino ha terminato l'inchiesta, realizzata mediante un'apposita commissione, sul decesso dei manifestanti durante gli scontri in piazza Maidan avvenuti nello scorso febbraio. I risultati delle indagini hanno mostrato che sarebbero avvenute vere e proprie "esecuzione di massa" attuate da un gruppo diretto dall'ex presidente Yanukovich che avrebbe ordinato alle sue forze speciali di fucilare i partecipanti.

La Russia è tornata ad accusare oggi il governo di Poroshenko di non avere ancora pagato il prezzo del gas di Mosca acquistato il mese scorso ed ha affermato che il suo debito verso il colosso nazionale Gazprom è salito a 5,2 miliardi di dollari. Il segretario della Nato Rasmussen ha affermato qualche giorno fa in un'intervista che il rafforzamento dei membri dell'Alleanza Atlantica, avvenuto negli ultimi mesi, è collegato alla necessità di aumentare le difese a causa della sempre più aggressiva politica russa che minaccerebbe addirittura l'ordine internazionale. La situazione che si è creata è molto pericolosa dal momento che sono iniziate pochi giorni fa nel mare Nero le esercitazioni militari della Nato (sono state coinvolte l'Italia, la Turchia, gli Stati Uniti, la Romania e la Grecia) organizzate per migliorare le capacità di interazione delle forze armate alleate in diversi ambiti.

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Putin ha risposto avviando la medesima iniziativa mediante la mobilitazione di una ventina di navi da guerra della flotta russa poiché ha interpretato questa mossa occidentale come una minaccia alla sicurezza di Mosca. Gli eventi in corso dimostrano il ritorno alla logica della guerra fredda che avevamo dimenticato da tempo e che desideriamo ricordare solo nei migliori libri storici.