Nel corso dell'esame del ddl Riforme si è potuto assistere, ancora una volta, a situazioni di caos e tumulti di ogni genere. Quando il Presidente della camera del #Senato, Pietro Grasso, annuncia la votazione, per un emendamento proposto da Sel (Sinistra Ecologia e Libertà ) che consiste nell'elezione diretta del Senato, dall'opposizione si cominciano ad avvertire urla di ogni tipo, tra cui la celebre frase che ormai da tempo, accompagna le varie riunioni in aula, precisamente "non si può".

Il Presidente Pietro Grasso cerca di sedare gli animi, ricordando il luogo dove si trovano, e sottolineando che non è il caso di fare cori da stadio.

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Il risultato delle votazioni è stata la bocciatura dell'emendamento di Sel che in base alla legge del canguro, di conseguenza, ha fatto saltare e quindi decadere 1400 emendamenti. Un tentantivo di mediazione che è risultato come un fallimento in quanto ha disintegrato un'intera mattinata di lavori. Una giornata persa, improduttiva, per ciò che riguarda le riforme costituzionali.

Renzi, ancora una volta, afferma che non molleranno per rispetto degli italiani che, ormai da tempo, vogliono un cambiamento perché l'attuale sistema politico non funziona più. Continua affermando che il teatro visto al Senato accade perché molti senatori hanno paura di perdere la poltrona e continuano a fare sceneggiate di ogni genere. Il Premier non vuole cedere ai ricatti di queste persone che occupano un posto così importante ma si limitano a conservarlo senza pensare al benessere del Paese.

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Durante la riunione Grasso aveva proposto di passare direttamente alla votazione dell'art.3, saltando i primi due che erano risultati problematici, ma ciò non ha funzionato e la sua proposta è stata bocciata soprattuto per il rifiuto di Sel di ritirare i suoi emendamenti. Ricordiamo che le proposte di Sel erano rivolte tutte alla riduzione dei parlamentari ma contenenti delle norme sull'elettività del Senato. Intanto il leader del Carroccio, Umberto Bossi, sottolinea che eventuali emendamenti sulle intercettazioni potranno essere discussi. L'obiettivo fissato per la discussione degli emendamenti è quello dell'8 agosto anche se molti parlamentari dubitano su tale data. #Governo #Matteo Renzi