I provvedimenti per la riforma della giustizia cominciano a entrare nel vivo dei primi risultati concreti. Sebbene non si possa parlare ancora di vera e propria #amnistia o di #indulto, nella giornata di ieri si sono incontrati il Ministro Andrea Orlando e il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni per decidere forme alternative alla detenzione.

Oltre a loro erano presenti il Presidente del Tribunale di sorveglianza di Brescia Monica Lazzaroni, il presidente del Tribunale di sorveglianza di Milano, Pasquale Nobile De Santis e il Provveditore Regionale per l'Amministrazione penitenziaria dell'area milanese, Aldo Fabozzi.

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Obiettivo dell'incontro la chiusura di un protocollo d'intesa, così da potenziare la collaborazione già esistente tra Stato Centrale ed Enti locali, finalizzata al reinserimento in società degli individui che stanno scontando una pena legata ad un precedente penale.

La sintesi del protocollo siglato tra Stato e Regione

Grazie all'intesa tra Orlando e Maroni, le due parti si impegnano ad incoraggiare la cooperazione tra i servizi territoriali e l'autorità giudiziaria statale. L'idea è di predisporre percorsi di recupero personalizzati, in modo che si possa arrivare ad un reinserimento positivo delle persone in società.

Di conseguenza, la Regione predisporrà un piano di azione pensato in modo specifico per facilitare la creazione di soluzioni diverse dalla carcerazione, destinate a coloro che hanno commesso reati di piccola entità (si pensi ad esempio ai soggetti afflitti da tossicodipendenza).

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In particolare, si cercherà di favorire l'attività delle comunità di accoglienza e di recupero già presenti sul territorio, in modo da rafforzarne le possibilità nel ricevimento di individui in esecuzione di detenzione per reati penali o di persone su cui gravano misure alternative alla detenzione.

In fase di valutazione emendamento sulla custodia cautelare

Durante l'incontro Orlando ha esternato la propria posizione circa la possibilità di ridiscutere il sistema della custodia cautelare. Il Ministro avrebbe affermato di valutare "se sarà necessario presentare un emendamento, ma se in commissione ci sarà il sostegno delle forze politiche al nostro punto di vista potrebbe non esserci la necessità di un intervento''.

L'intenzione è di utilizzare il decreto dedicato alle misure alternative alla detenzione per modificare la norma sulla custodia cautelare, affinché non si trasformi automaticamente in una sorta di anticipazione della pena da scontare e al contempo possa tutelare la collettività nel miglior modo possibile. Resta ancora in forse l'adozione di un vero e proprio provvedimento di amnistia e indulto, per il quale si è molto discusso negli ultimi mesi senza che da parte del #Governo si sia giunti ad una decisione definitiva.