Da pochi giorni è stata ufficializzata nella Gazzetta Ufficiale la cosiddetta legge "svuotacarceri" che dovrebbe garantire dei risarcimenti ai detenuti che hanno vissuto in condizioni di sovraffollamento: otto euro per ogni giorno vissuto in condizioni disumane o uno sconto di un giorno ogni dieci per coloro che devono ancora terminare la propria pena.

Questa legge basterà per fare giustizia in assetto giudiziario ai limiti della decenza umana?

Sembra proprio di no: le cose infatti non sono affatto migliorate e difficilmente cambieranno. Come espresso di recente dalla Segretaria dei Radicali Rita Bernardini, i giudici faranno molta fatica a prendere in considerazione tutte le richieste di risarcimento e solo, il ricorso all'#amnistia, sarebbe la strada adatta per garantire che venga veramente fatta giustizia per coloro che hanno vissuto in condizioni indegne nei penitenziari italiani.

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E gli avvenimenti confermano ancora una volta che la situazione resta drammatica all'interno delle strutture di pena italiane: non solo il sovraffollamento resta superiore al 119% con punte del 230%, ma negli ultimi giorni si è verificato l'ennesimo caso di suicidio da parte di un detenuto.

Situazione carceri: morta suicida una detenuta nel carcere di Civitavecchia

Pochi giorni fa si è tolta la vita nella Casa Circondariale di Civitavecchia una detenuta italiana di 42 anni, che doveva scontare ancora solo quattro mesi di pena ed era in carcere dal 2011. Una situazione davvero drammatica se consideriamo che si tratta del quarto caso di suicidi in pochi anni nella stessa struttura, dove manca un vero Ispettore Coordinatore (tra l'altro un uomo) spesso impegnato in altre mansioni.

L'ultima morte ha posto l'attenzione su un dramma che dal 1992 al 2012 ha segnalato ben 17.000 casi di tentato suicido, fortunatamente sventati dalla prontezza di intervento da parte dell'amministrazione penitenziaria.

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Ben 119.000 invece i fatti di autolesionismo, cifre da capogiro che al momento non sembrano destinate a diminuire. #indulto