Il tema #amnistia e #indulto 2014 non ha smesso di infuocare gli animi nemmeno nel periodo estivo, anzi al momento i riflettori sono tutti puntati sui 12 punti che potrebbero far parte della Riforma della Giustizia. Ad oggi nei 12 punti trapelati non sembrerebbero esserci misure su indulto e amnistia 2014 per buona pace del partito Radicale che continua ad incalzare, attraverso Rita Bernardini e Marco Pannella, il #Governo affinché prenda atto delle condizioni disumane in cui vivono i detenuti italiani.

Sulla questione delle condizioni subumane e sul problema del sovraffollamento carcerario Marco Pannella ha anche fatto appello, nei giorni scorsi, a Papa Francesco, conoscendo la sensibilità del pontefice sui temi inerenti indulto e amnistia 2014; in passato la Chiesa ha espresso, infatti, la propria disponibilità ad atti di clemenza come appunto l'amnistia.

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Favorevole ad interventi immediati che possano risollevare le condizioni carcerarie anche il presidente Napolitano, che ha più volte fatto presente l'importanza di agire tempestivamente sulla questione del sovraffollamento carcerario, ritenendo inammissibile che uno stato europeo ispirato ai principi del rispetto della dignità di ogni cittadino non garantisca condizioni di vita accettabili a chi deve scontare una pena.

Il Governo pare sordo a questi appelli, le ragioni che potrebbero nuovamente averlo spinto a glissare su indulto e amnistia sono probabilmente anche da ricercare nella poca popolarità che il provvedimento potrebbe trovare nell'opinione pubblica.

Sono in molti a pensare che chi ha sbagliato debba pagare e che la pena debba essere certa, in prima linea a sposare questa tesi vi è la Lega che da tempo si dice contraria ad eventuali provvedimenti volti a mettere in libertà qualsiasi detenuto.

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Di parere completamente opposto Cristiana Chierchia, Segretario Generale della Ciisa Penitenziari, a suo avviso la soluzione per superare la crisi carceraria e ridare dignità ai detenuti è costituita dal trio Amnistia, Inulto e libertà su cauzione.

La Ciisa Penitenziaria è sempre più certa che il carcere debba essere "l'ex-trema ratio alla quale il Giudice deve ricorrere quando non ha altre alternative. Bisogna, oltre alle misure alternative al carcere, dare la possibilità di previsione della libertà su cauzione, per reati non di impatto sociale devastanti, pagando una cauzione per conquistare l'assoluzione."