Nuovo colpo di scena sul tema dell'#amnistia e dell'#indulto, dopo le recenti vicende che hanno portato grandi novità grazie all'approvazione dello svuota carceri. Il provvedimento appena discusso sarà l'ultimo atto di clemenza votato dal Senato della Repubblica. Infatti, con l'approvazione del ddl costituzionale sulla riforma della struttura bicamerale del Parlamento, in futuro ogni decisione relativa ad amnistia e indulto spetterà alla Camera dei Deputati. Il fatto che un simile provvedimento fosse molto sentito è stato sottolineato dalla discussione parlamentare, visto che il #Governo ha temuto per l'approvazione (arrivata solo grazie ad una manciata di voti).

Pubblicità
Pubblicità

Un emendamento sancisce le nuove regole

Un emendamento al ddl ad opera di Maria Elena Bochi ha sancito l'impossibilità per il Senato di votare in futuro leggi riguardanti i temi dell'amnistia e dell'indulto, nonché di decidere su eventuali sconti di pena per la popolazione carceraria. Bisogna ricordare che attualmente simili misure venivano permesse in via diretta per mezzo di un decreto del Capo dello Stato, previa la maggioranza dei due terzi dell'intero Parlamento.

Si tratta di un cambiamento radicale, di natura decisiva, visto soprattutto l'assetto di bicameralismo perfetto che ha contraddistinto i due rami parlamentari durante tutta la storia della Repubblica italiana. Incerti anche gli esiti futuri, seppure l'idea sia quella di semplificare e snellire l'iter legislativo.

Pubblicità

Il secondo cambiamento a lungo termine dopo lo svuota carceri

Quello appena raccontato è il secondo cambiamento a lungo termine operato dal Governo sulla questione dell'amnistia e dell'indulto. Nel corso degli scorsi mesi l'attenzione dell'esecutivo si era già concentrata sullo svuota carceri, un corpus di provvedimenti utili a riformare profondamente la situazione carceraria. Sebbene il Governo Renzi non voglia parlare di un vero e proprio atto di indulto o di amnistia, lo svuota carceri prevede la possibilità di uscite anticipate dal carcere, attraverso la conversione della pena in attività lavorative.