Mancava solo il voto positivo del Senato, e non è tardato ad arrivare. Il dibattito sull'#amnistia e sull'#indulto, con tutti gli strascichi che lo hanno contraddistinto negli scorsi mesi, si può dire concluso. Alla fine è arrivato anche il voto di Palazzo Madama, che ha messo la parola fine approvando la linea di rinnovamento  della giustizia delineata dal #Governo Renzi. Moltissime le nuove misure adottate, votate con 162 sì, 39 no e un astenuto. Non è mancata nemmeno la protesta delle opposizioni, che in talune occasioni è divenuta veemente. La Lega Nord ha esternato il proprio dissenso con i cronisti presenti, dichiarando che "Renzi sta dalla parte dei criminali" attraverso l'esposizione di uno striscione.

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Anche il Movimento 5 stelle ha espresso grande disappunto, parlando di un indulto mascherato che mette una pezza al problema del sovraffollamento carcerario, ma che non sembra in grado di offrire delle soluzioni realmente risolutive.

Ecco tutti i dettagli importanti del decreto svuota carceri

Che si tratti di un vero e proprio provvedimento di amnistia e indulto o meno, il decreto svuota carceri mette in atto delle prassi innovative su numerosi punti del codice penale e del sistema giudiziario - carcerario, perlomeno rispetto a quanto avveniva in precedenza. Per prima cosa si cerca di porre rimedio alle situazioni di detenzione più incivili e secondo molti organismi internazionali contrarie alla tutela dei principali diritti umani. Chi ha subito simili condizioni di carcerazione potrà beneficiare di un risarcimento e di uno sconto di pena.

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Coloro che sono già in libertà riceveranno invece circa 8 euro per ogni giorno di detenzione in situazioni considerabili disumane, ma a patto di inviare la richiesta di risarcimento entro il termine di sei mesi. Sarà inoltre avviata una stretta sulla carcerazione preventiva. In particolare, se la pena potenziale risulterà inferiore ai 3 anni il giudice dovrà applicare gli arresti domiciliari. A quel punto finirà in carcere solo chi vi trasgredirà. Infine, ci sarò una riorganizzazione delle risorse disponibili al sistema giudiziario, in vista di un suo potenziamento. Sale il numero dei magistrati di sorveglianza, visto che in via straordinaria il CSM potrà destinare anche i giudici in prima nomina. Crescerà di oltre 200 persone anche l'organico degli agenti penitenziari, riducendo la squadra di ispettori. Alla fine si vedranno in campo più agenti, così da rendere meno gravoso il contesto carcerario anche per coloro che devono assicurarne il funzionamento.