Nonostante le buone intenzioni del #Governo e il recente provvedimento dello svuota carceri 2014, la strada da fare è ancora molto lunga. È questa la sensazione che si trae dopo aver preso nota delle dichiarazioni rilasciate recentemente da Rita Bernardini in un'intervista a Radio Radicale. Al centro della sua apparizione radiofonica il resoconto delle recenti visite di agosto presso diverse strutture penitenziarie italiane, i dati forniti dal Ministero della Giustizia e dal Ministro Orlando e l'ostruzionismo sulla questione perpetrato dai media.

D'altra parte, i numeri del sovraffollamento carcerario rilasciati nel corso dell'intervista sono effettivamente molto pesanti ed evidenziano una situazione nella quale è doveroso intervenire con la massima urgenza.

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La segretaria dei Radicali ha illustrato il punto della situazione "il sovraffollamento in Italia è del 119%. Ma se approfondiamo scopriamo che ci sono istituti che hanno più posti che detenuti (è la statistica, bellezza, direbbe Trilussa) e almeno 58 carceri che sono oltre il 140% di sovraffollamento con un picco del 210% a Busto Arsizio". Per rispondere a questo stato di fatto il Governo Renzi ha recentemente varato lo svuota carceri, che prevede delle misure di conversione della pena per i detenuti che hanno commesso reati penali minori, oltre ad un risarcimento o indennizzo di circa 8 euro al giorno per coloro che hanno subito condizioni carcerarie non coerenti con il trattato sui diritti dell'uomo ratificato dall'Italia. Ma nonostante queste premesse, sembra che per risolvere in modo definitivo la situazione sia necessario un provvedimento di #amnistia e #indulto ben più ampio e drastico.

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A tal fine, il partito radicale si sta organizzando per proseguire con le proprie iniziative di protesta pacifica. Per l'autunno sono previste azioni politiche sui fronti della giustizia, del sovraffollamento carcerario e sull'ostracismo dei media generalisti circa i temi appena esposti. Tra gli appuntamenti in programma, la presentazione di un nuovo ricorso alla Corte Edu.