Nonostante il Ministro Andrea Orlando abbia mostrato più volte un atteggiamento collaborativo, non sembrano esserci nuove possibilità di apertura per la questione del sovraffollamento carcerario. Nelle scorse settimane il Ministero della giustizia ha pubblicato l'elenco esatto delle strutture presenti nel Bel Paese e della popolazione carceraria connessa, in una lodevole operazione di trasparenza seguita alle richieste del partito Radicale. I dati che sono emersi fanno sicuramente pensare a una situazione delle carceri italiane che è sicuramente descrivibile come impietosa.

Media del sovraffollamento al 119%, ma si supera anche il 200%

Per Rita Bernardini, segretaria dei Radicali Italiani, i numeri parlano chiaro e sono di immediata interpretazione.

Pubblicità
Pubblicità

I posti disponibili nelle strutture presenti in Italia sono circa 50.000, suddivisi per 58 istituti di detenzione. In media il sovraffollamento è del 119%, ma in alcuni penitenziari si arriva addirittura a picchi del 210% (l'esempio si riferisce a Busto Arsizio). A tal proposito, Bernardini commenta: "non so quanti cosiddetti "svuota-carceri" abbiano approvato a seguito della sentenza Torreggiani; quel che è certo è che non sono stati risolutivi dell'infame illegalità in corso e, con i presunti "rimedi compensatori" e risarcimenti, entrati in vigore ieri con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, abbiamo raggiunto l'apice di scelleratezza".

Riguardo proprio ai risarcimenti offerti ai detenuti, la segretaria del partito radicale esprime tutta la propria perplessità: "la procedura è talmente complicata che neppure è detto che i magistrati di sorveglianza - già in carenza di organico per l'ordinaria amministrazione - riusciranno a stare dietro a tutte le istanze risarcitorie […] Temo che la cosa si impantanerà e che neppure i miserrimi 20 milioni del prezzo della tortura saranno pagati".

Pubblicità

Soluzione definitiva necessita di un provvedimento di clemenza più ampio

Per i Radicali, così come per altre fonti autorevoli della società civile, una soluzione definitiva non può che passare per un provvedimento di #amnistia e #indulto più esteso. Nel frattempo le risorse finanziarie potrebbero essere dirottate sulla costruzione di nuove strutture e sulla ristrutturazione di quelle esistenti. Un'altra alternativa circolata in questi giorni riguarda la proposta di introdurre nella legislazione l'istituto della libertà su cauzione. #Governo