L'#amnistia e l'#indulto continuano a tornare al centro del dibattito politico, nonostante non sembri più essere una priorità immediata per il #Governo Renzi. Nello scorso mese si sono susseguite tante novità al riguardo, a partire dai primi effetti dello svuota carceri 2014 perfezionato dal Ministro Orlando. Il nuovo provvedimento ha portato per molti detenuti alla conversione della pena in attività lavorativa; fondamentale è stato il contributo delle singole Regioni, che hanno messo a disposizione le proprie capacità organizzative per facilitare l'uscita dai penitenziari, ma la misura è stata destinata solo a coloro che hanno commesso reati minori.

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L'impatto sul sistema carcerario è stato piuttosto ridotto e secondo alcune indiscrezioni di stampa locale si aggirerebbe intorno al 20% della popolazione carceraria.

Il problema del sovraffollamento lontano da una risoluzione definitiva

Nonostante le buone intenzioni del Premier Renzi e del suo esecutivo, il problema sembra essere ancora lontano da una soluzione definitiva. Lo svuota carceri 2014 ha previsto anche dei rimedi risarcitori per coloro che hanno subito condizioni di carcerazione non conformi riguardo l'impegno che l'Italia ha preso con l'Europa sul rispetto dei diritti dell'uomo. Purtroppo questo provvedimento (seppur utile per non incorrere in sanzioni da parte della Corte di giustizia europea), non va ad incidere sul vero problema, ovvero la mancanza cronica di posti nelle carceri.

La denuncia di Rita Bernardini del Partito Radicale

A conferma di quanto appena esposto si può prendere in considerazione la denuncia di Rita Bernardini, segretario del Partito Radicale, che da anni segue il problema del sovraffollamento carcerario. Dopo aver intrapreso una protesta attraverso lo sciopero della fame è riuscita ad ottenere la pubblicazione dei dati reali dei penitenziari italiani sul sito del Ministero della Giustizia.

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Il tasso medio di sovraffollamento è superiore al 100%, con picchi che supererebbero addirittura il 200%. "Il sovraffollamento in Italia è del 119%. Ma se approfondiamo scopriamo che ci sono istituti che hanno più posti che detenuti - ha dichiarato la Bernardini - e almeno 58 carceri che sono oltre il 140% di sovraffollamento con un picco del 210% a Busto Arsizio".

Anche i sindacati della consulta di sicurezza protestano per le condizioni di lavoro

Se ancora non fosse abbastanza, nel corso della settimana si sono aggiunti alla discussione anche i Sindacati delle forze di sicurezza che lavorano in ambiente carcerario. Nel giorno del consiglio dei Ministri che dovrebbe approvare la Riforma della giustizia, Sap, Sappe, Sapaf e Conapo hanno organizzato un flash mob di protesta a Roma, per chiedere che venga fatta una vera riforma della sicurezza. I rappresentanti sindacali hanno sottolineato la necessità di nuovi interventi dell'esecutivo a tutela del comparto con l'intento di 'dimostrare che se si fermano sicurezza e soccorso pubblico, si ferma il paese".

Le possibili novità in arrivo a settembre

Nel frattempo si guarda a settembre, quando dovrebbero arrivare i primi dati certi sugli effetti dello svuota carceri 2014 nel sovraffollamento dei penitenziari.

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Se dovesse confermarsi insufficiente, vedremo alzarsi molte nuove voci a chiedere un provvedimento di clemenza più ampio, che possa sfociare in un'amnistia o in un indulto. Nel frattempo arrivano proposte alternative che meriterebbero comunque di essere approfondite. Un esempio è la possibilità di introdurre anche in Italia l'istituto della libertà su cauzione, così come avviene già nei Paesi anglosassoni. Se applicato a quei detenuti che non presentano rischi di pericolosità sociale, potrebbe aiutare a risolvere una parte del sovraffollamento; ma per capire se può trovare applicabilità in Italia bisogna comunque lasciare la parola ai tecnici del Ministero della giustizia. Nel prossimo mese sapremo se l'iniziativa sarà stata presa effettivamente in considerazione.