Ieri, 20 agosto 2014, le commissioni Esteri e Difesa delle Camere hanno approvato a maggioranza le risoluzioni per il sostegno militare alla resistenza curda che sta combattendo contro Isis. In Senato, il via libera ha avuto 27 voti favorevoli e 4 contrari. Si sono opposti i 3 senatori del Movimento 5 Stelle e uno del Sel (Sinistra ecologica e Libertà). Alla Camera invece i sì sono stati 56 e 13 voti contrari. Intanto, è stato innalzato il livello di guardia sugli obiettivi sensibili a rischio attentati terroristici. Il Dipartimento di sicurezza, in una nota informativa, ha invitato prefetti e questori di alzare il livello di vigilanza. I luoghi a rischio sarebbero ambasciate, consolati, aeroporti, porti, stazioni, agenzie di viaggio e luoghi di culto.

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Matteo Renzi, in visita da Bagdad, nella duplice veste di ministro del consiglio italiano e di presidente di turno dell'Ue, ha messo in luce che 'l'Europa non è solo spread e vincoli. È nata per difendere una certa idea di mondo e di dignità dell'uomo'. 'E' importante - ha aggiunto - individuare una strategia chiara per far uscire l'Iraq dalla situazione di violenza'. Il premier, durante il colloquio con il presidente irakeno uscente Al Maliki, ha espresso sentimenti di amicizia e di vicinanza al popolo irakeno. Renzi ha anche sottolineato l'importanza di costruire nel paese una democrazia solida. In colloquio con il presidente del nuovo governo irakeno al-Abadi, richiamandosi al raccapricciante assassinio del giornalista statunitense Foley, ha affrontato la questione della lotta al terrorismo e della sicurezza.

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E' giunto intanto il sesto trasporto italiano di aiuti umanitari per i profughi. Federica Mongherini, ministro degli esteri ha sottolineato che l'invio di armi ai curdi è necessario per la sicurezza del Mediterraneo. L'Isis è una minaccia che coinvolge sia il nostro paese che l'Europa. L'Italia tuttavia non è sola in questa impresa in quanto altri paesi europei (Francia, Gran Bretagna e Germania) sono pronti a inviare armamenti ai curdi.

Il "no" dei grillini: le ragioni

Le ragioni del "no" dei grillini all'invio di armi ai curdi sono state espresse nel blog di Beppe Grillo. Il M5S sostiene che occorre rinforzare gli aiuti umanitari per la popolazione e utilizzare l'intelligence per individuare le forze jihadiste in modo rendere efficace la resistenza curda. Inviare non armi ma equipaggiamenti non letali a protezione della vita, come elmetti e giubbotti antiproiettile. La Comunità internazionale si dovrebbe impegnare sul piano del "cessate il fuoco" al fine di aprire corridoi umanitari e ripristinare le forniture di energia e acqua potabile alla popolazione.

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Infine, promuovere un indagine Onu per individuare i finanziamenti internazionali a favore dell'Isis. Quanto alle stragi di civili e delle minoranze religiose, nonché le conversioni forzate non appartengono solo all'Isis. Si legge nel blog. Anche altri movimenti fondamentalisti si comportano nello stesso modo. Secondo il M5S chi ha provocato l'instabilità storica nel #Medio Oriente dovrebbe astenersi da intervenire ulteriormente: "Non di armi ma di diritti avrebbe bisogno il popolo curdo, visto che la sua soluzione, in uno stato laico e multietnico, dovrebbe per forza mettere mano ai confini post coloniali scritti con "il sigaro di Churchill sulla sabbia". #Unione Europea