Giungono importanti novità in merito alla riforma della giustizia 2014: nella giornata di ieri si è infatti svolto il voto a scrutinio segreto col quale il Senato ha bocciato l’emendamento presentato da Felice Casson (PD) e attinente alla soppressione dell’art.18 del ddl Boschi per le riforme costituzionali. L’articolo in questione costituisce uno dei punti cruciali della riforma della giustizia e statuisce che il potere di concessione di #amnistia e #indulto non sia più affidato nelle mani delle due Camere del Parlamento bensì rimesso alla discrezione della sola Camera dei deputati. La bocciatura dell’emendamento sull’art.18 del ddl Boschi ha condotto il Senato a votare e approvare lo stesso articolo con 191 voti favorevoli, 35 contrari e 14 astenuti.

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Cerchiamo adesso di capire più in dettaglio il peso di quanto accaduto al Senato in riferimento alla riforma della giustizia 2014 e al ddl Boschi relativamente al potere di concessione di Amnistia e Indulto 2014.

Riforma giustizia 2014 e governo Renzi, ddl Boschi, Amnistia e Indulto: modificato l’art. 79 della Costituzione

Come accennato in apertura, in seguito ai fitti colloqui di questi giorni tra Renzi e Berlusconi, il ddl Boschi per le riforme costituzionali è stato caratterizzato dall’introduzione dell’ormai famoso art. 18, la norma che sposta dalle due Camere alla sola Camera dei deputati il potere di concedere Amnistia e Indulto. In merito a questa misura, il senatore Casson aveva però presentato un emendamento chiedendo l’eliminazione della norma: il Senato ha votato il provvedimento optando per la bocciatura, un no arrivato comunque sul filo del rasoio (143 voti vs 141). Il Senato ha così potuto procedere col voto sullo stesso art.18 del ddl Boschi, con la maggioranza (come già sottolineato) ad essersi espressa in favore della norma: il passo in avanti compiuto dal #Governo Renzi riguardo all’iter di riforma della giustizia 2014 è estremamente significativo, non foss’altro perché questa tappa politica - qualora dovesse essere confermata - condurrà alla modifica di un articolo della nostra Costituzione. Più in dettaglio si tratta dell’articolo 79 che disciplina la concessione di Amnistia e Indulto; stando alla vecchia configurazione, la concessione dei due provvedimenti di clemenza generale andava ratificata con ‘legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale’. Se la riforma costituzionale verrà approvata, dal 2018 in poi, Amnistia e Indulto saranno invece concessi ‘con legge deliberata a maggioranza della sola Camera dei Deputati’. Il Senato 'tratteggiato' da Renzi e Berlusconi non avrà dunque potere di intervento. Snellire il processo di approvazione e ratifica di Amnistia e Indulto può davvero costituire il passaggio clou della riforma della giustizia 2014: certo bisognerà ancora attendere qualche giorno per conoscere l’esito del ddl Boschi, ma qualora la modifica all’art. della Costituzione pocanzi richiamata dovesse divenire effettiva cambierebbe tutto.

Riforma giustizia 2014, governo Renzi, Amnistia e Indulto: monito ONU rimasto inascoltato

Guardando più all’immediato, le nostre istituzioni paiono comunque ancora in ritardo: qualche settimana fa l’ONU ha invitato le autorità nazionali a ratificare provvedimenti straordinari ed urgenti (quali Amnistia e Indulto) per sovvertire lo stato di sovraffollamento carcerario, ma sin qui troppo poco è stato fatto anche e soprattutto a causa della vera e propria congestione creatosi nell’Aula di Palazzo Madama (numerosi provvedimenti attendono infatti un’approvazione che dovrà arrivare entro la pausa estiva). A questo punto vorremmo però chiedervi un parere: sareste favorevoli all’accoglimento dell’invito dell’ONU e dunque alla ratifica di Amnistia e Indulto? Credete che sia una cosa positiva attribuire il potere di decisione su Amnistia e Indulto esclusivamente alla Camera dei deputati? Dateci il Vostro giudizio commentando l’articolo qui sotto!