La pausa estiva appena entrata in vigore consente di fare il punto della situazione riguardo allo stato di attuazione delle riforme volute dal premier Renzi: tanti i provvedimenti approvati sul filo di lana in prossimità del rompete le righe, a cominciare dalla riforma del Senato, più volte utilizzata dallo stesso Renzi come pretesto per rifarsi ad una ‘politica che finalmente cambia se stessa’. Un concetto di per se chiarissimo che se ripetuto fino alla nausea rischia di divenire pesante da digerire e controproducente dal punto di vista comunicativo. Altre riforme volute più o meno direttamente dal premier Renzi sono invece più indietro: a cominciare da quella della giustizia - i ddl concernenti Amnistia e Indulto 2014 stanno letteralmente marcendo per via dei continui rinvii operati dal guardasigilli Orlando che prosegue con la strategia di disertare i meeting in Commissione Giustizia - e dalla manovra sul comparto Scuola, un provvedimento su cui Renzi si concentrerà sin dalla rientro dalle ferie estive.

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Nonostante di carne al fuoco ce ne sia tanta, a preoccupare sono le riforme in campo economico, con Renzi ad aver duramente rigettato l’ipotesi che l’UE si impossessi della sovranità italiana portando avanti quelle riforme che il nostro paese stenta a ratificare.

Riforme Renzi, ultime notizie Senato, Scuola, Amnistia e Indulto 2014 – Al rientro dalla pausa scatterà un tour de force

Sondare l’attuale stato delle riforme volute da Renzi non è cosa semplice: partendo da quella del Senato ormai è tutto chiaro. La seconda ala del Parlamento sarà composta da 100 membri (95 eletti nei consigli regionali e 5 nominati dal Presidente della Repubblica) e a partire dal 2018 non avrà più potere di intervento in merito alla ratifica di Amnistia e Indulto, prerogativa consegnata dunque alla sola Camera dei Deputati. ‘La politica che cambia se stessa’ continua a ripetere con eccessiva stucchevolezza il premier: di certo quella del Senato sarà comunque una riforma importante. Tornando al versante giustizia, riprenderà il prossimo 3 settembre al Senato l’esame dei 4 ddl aventi ad oggetto proprio Amnistia e Indulto 2014, anche se il meeting definitivo con il ministro Orlando stenta a tenersi per via dei continui rinvii dello stesso guardasigilli. Quando Orlando si degnerà di presentarsi ne sapremo di più, con la Commissione stessa che produrrà un testo unico contenente i provvedimenti in materia di Amnistia e Indulto 2014. Ancora scritta su carta e dunque più indietro rispetto ad altre la riforma della Scuola, una di quelle che sta più a cuore al premier Renzi; ‘Il provvedimento arriverà entro agosto’ ha assicurato il ministro Madia, e ‘conterrà anche le misure sui Quota 96 della Scuola’ ha proseguito il numero uno della PA. Staremo a vedere, intanto sono le riforme economiche che Renzi non sta portando avanti a preoccupare oltre modo l’Europa. Sovranità italiana a rischio?

Riforme Renzi, provvedimenti economici stentano e la BCE preme

‘Sono d'accordo con Draghi quando dice che l'Italia ha bisogno di fare le riforme ma come le faremo lo deciderò io, non la Troika, non la Bce, non la Commissione Europea. Farò io stesso le riforme perchè l'Italia non ha bisogno di altri che gli spieghino cosa fare’: con queste parole il Premier Renzi ha rispedito al mittente le accuse relative ad un’eccessiva lentezza nell’effettuazione delle riforme economiche tanto care all’UE. L’organismo sovranazionale starebbe addirittura pensando di ‘requisire’ la sovranità e dunque il potere decisionale dei paesi che non riescono a seguirne i dettami: ‘Porteremo l'Italia fuori dalla crisi, abbiamo un grande futuro, le nostre finanze sono sotto controllo e continueremo a ridurre le tasse; non ho intenzione di superare il tetto del 3%’ ha assicurato ancora Renzi parlando di riforme e sistema Italia. E Voi che cosa pensate? Credete che la sovranità economica dell’Italia sia in qualche modo a rischio? Dateci un giudizio commentando l’articolo qui sotto!



#Governo #Matteo Renzi