Continua a far discutere il Decreto Alfano approvato ieri dal CdM ed incentrato sul fenomeno della violenza negli stadi: il provvedimento prescrive tutta una serie di nuove pene che in caso di conversione in legge diverranno operative a partire dalla #Serie A 2014-2015, ma nonostante tutto in queste ore ci si chiede se l’opera di inasprimento delle pene risulti davvero la strada giusta per invertire la rotta intrapresa dal calcio italiano. Il Decreto Alfano contro la violenza negli stadi non fa altro che seguire il trend intrapreso ormai da anni che punta ad un continuo e perentorio atto di inasprimento delle pene: eppure i risultati di questi politica sono stati disastrosi, a cominciare dal ‘re dei provvedimenti’, quella tessera del tifoso facilmente aggirata dagli ultras e causa di una violenza non certo fermata quanto piuttosto dirottata altrove, fuori dallo stadio (pensiamo all’episodio in cui ha perso la vita Ciro Esposito).

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Cerchiamo adesso di capire come potrebbe cambiare la Serie A 2014-2015 in considerazione di quanto previsto dal decreto Alfano e tentiamo di ragionare sulla possibilità di prevedere altre forme di ostacolo alla violenza negli stadi. Il maxi Daspo è davvero la soluzione migliore?

Serie A 2014-2015, Decreto Alfano: violenza negli stadi e maxi Daspo, i dettagli

Come accennato, se il Decreto Alfano sulla violenza negli stadi diverrà legge la Serie A 2014-2015 potrebbe cambiare volto: il provvedimento prevede innanzitutto un inasprimento della pena principe, il Daspo, che passa da un minimo di 3 ad un minimo di 5 anni, con il massimo incrementato sino agli 8 anni; arrivano novità anche sulla circostanza di applicazione del Daspo, che potrà essere inflitto dalle autorità anche in caso di striscioni che incitino alla violenza negli stadi. Il Decreto agisce inoltre sulle frodi sportive, per le quali le pene per chi promette situazioni di vantaggio in seguito all’atto di alterazione di una gara o match salgono fino ad un massimo di 6 anni. Il Decreto Alfano punta insomma a configurare una Serie A 2014-2015 blindata, con zero violenza negli stadi e maxi Daspo a tappeto.

Serie A 2014-2015, Decreto Alfano: violenza negli stadi e maxi Daspo - Inasprimento delle pene non funziona, dai massimi livelli pessimi esempi

Ormai da anni si batte la via della tolleranza zero senza nessun risultato: la tessera del tifoso, da massimo metodo di repressione è divenuto pretesto per aizzare ancora di più le folle e strumento tramite il quale la violenza negli stadi non si è arrestata ma solo trasferita al di fuori, laddove si riversano gli ultras che hanno detto no al tesseramento. Il caso Esposito è stato solo la punta dell’iceberg, ce ne sono moltissimi altri a testimoniare come la tolleranza zero non funzioni. I massimi vertici poi non offrono l’esempio migliore: se il maggior candidato alla presidenza della FIGC, Carlo Tavecchio, si permette di rilasciare delle dichiarazioni razziste e gli viene consentito di continuare a concorrere per quella poltrona, per quale motivo sarebbe ‘corretto’ infliggere il Daspo ad un tifoso che espone uno striscione contenente una scritta razzista? Il problema sta tutto nella mentalità: se una cosa è sbagliata deve esserlo a tutti i livelli, senza se e senza ma. Certo non vogliamo sostenere che un cattivo comportamento ne giustifichi un altro, ma forse sarebbe ora che i massimi vertici si facciano un esame di coscienza. Il problema della violenza negli stadi è certamente impellente, ma forse potrebbe essere combattuto con metodi alternativi alla repressione totale e al continuo inasprimento delle pene, per non parlare di come sarebbe positivo un buon esempio dall’alto. E Voi cosa ne pensate? Credete che il Decreto Alfano e dunque la sua impostazione possa servire ad arginare la violenza negli stadi oppure sarebbe auspicabile cambiare direzione? Come giudicate il comportamento del nostro Calcio davanti alle frasi razziste di Tavecchio? Dateci un parere commentando l’articolo qui sotto!

#Governo