Dopo lunghissime discussioni e ragionamenti infiniti, sembra infine chiarirsi con alcune dichiarazioni del Ministro Orlando il fattore che sta bloccando #Governo e Parlamento dall'approvazione di un provvedimento di #amnistia e #indulto, unica misura (secondo molti) utile ad alleviare almeno in parte il gravissimo problema del sovraffollamento carcerario. Ricordiamo che i base  i dati rilasciati dallo stesso Ministero della Giustizia (e commentati non più di qualche settimana fa da Rita Bernardini del Partito Radicale) negli istituti di sicurezza italiani il sovraffollamento medio è del 119%, ma può arrivare addirittura a superare il 200%; e tutto questo avviene in un contesto spesso degradante, come spiega uno dei nostri lettori in un commento su Blasting News: "non parliamo della malfunzionamento di tutti i servizi: i cosiddetti "dottori" , così come li chiamano loro, perché per me son tutto tranne quello; per qualsiasi dolore c è solo una pastiglia [...] poi le condizioni igienico\sanitarie DEGRADANTI! A due passi da dove si cucina c è la turca, muri che si sbriciolano, nelle celle singole si sta in quattro, dove non si riesce a stare neanche tutti in piedi.

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Gli assistenti sociali, gli psicologi etc... non riescono a stare neanche dietro a tutti quei detenuti".

I problemi della mancanza di consenso politico e del giustizialismo stanno bloccando l'amnistia e l'indulto per le carceri italiane

In settimana è arrivato la preoccupata ammissione del Ministro della Giustizia Andrea Orlando, che sul tema ha commentato: "non riusciamo a mettere assieme una maggioranza dei due terzi sul superamento del bicameralismo, figuriamoci su amnistia e indulto", spiegando al Congresso dell'Unione Camere Penali Italiane di Venezia che il problema principale risiederebbe nella mancanza del consenso politico necessario ad approvare la misura. Già nei giorni scorsi erano arrivati dei commenti amari sul clima che avvelena sistematicamente ogni possibile apertura in tal senso: "è la politica che alimenta il populismo penale, non i magistrati" affermava il Guardasigilli, raccontando le difficoltà affrontate per approvare lo stesso svuota carceri 2014, un provvedimento di clemenza blando eppure contrastatissimo da alcune formazioni minori in cerca di visibilità.

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"Cito l'esempio del provvedimento svuota carceri" conclude Orlando "una norma di civiltà che ci ha evitato una condanna da parte dell'UE".

Dalla Commissione Giustizia in Senato ancora nessuna novità in arrivo

A conferma di quanto affermato da Orlano, resta il silenzio della Commissione Giustizia in Senato. Nonostante diverse settimane di esame e continue riunioni, non è stato ancora trovato un accordo sui quattro decreti legge per l'amnistia e l'indulto contro il sovraffollamento curati dai senatori Ciro Falanga e Nadia Ginetti. In merito si attende un testo unificato che fatica ad arrivare, anche per le differenti visioni politiche su come l'atto di clemenza debba essere implementato. La lentezza sta a dimostrare che il punto resta per molti una questione poco urgente, tanto che questa settimana si è preferito dare precedenza al Ddl con le nuove norme di adozioni dei minori. E questo nonostante diversi esponenti del mondo politico, a partire da Orlando fino al Presidente della Camera Laura Boldrini, abbiano sottolineato nuovamente il problema del sovraffollamento carcerario.

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