Gli agenti di Polizia Penitenziaria sono al centro in questi giorni di numerosi fatti di cronaca che dimostrano ancora una volta quanto siano drammatiche le condizioni di vita all'interno degli istituti di pena italiani. Se qualche giorno fa vi avevamo segnalato quanto difficile fosse lavorare nelle carceri tanto che sarebbero addirittura 30 i casi di suicidi degli stessi agenti negli ultimi tre anni, la notizia di oggi denota una situazione del tutto opposta: sono stati infatti segnalati abusi ai danni dei detenuti all'interno del carcere di Parma.

#amnistia e #indulto 2014: ecco la cronaca degli abusi in carcere

E mentre i Radicali italiani continuano a portare avanti la loro pacifica lotta a favore dei provvedimenti di amnistia e indulto, giunge alle cronache la notizia di alcune drammatiche registrazioni effettuate dal detenuto marocchino Rachid Assarag all'interno del carcere di Parma.

Pubblicità
Pubblicità

Si tratta di alcuni dialoghi avvenuti tra i detenuti e gli agenti di Polizia Penitenziaria che saranno in edicola quest'oggi all'interno del settimanale "L'Espresso". Tali atti verranno depositati da Fabio Anselmo, legale della famiglia Cucchi, che a pochi giorni dalll'inizio del processo di appello che dovrà stabilire i veri colpevoli della morte del detenuto Stefano Cucchi, vuole dimostrare quanto siano invivibili le condizioni dei detenuti nella struttura di pena emiliana. " Comandiamo noi. Come ti porto, ti posso anche far sotterrare", affermano gli agenti di Polizia Penitenziaria per nulla preoccupati di eventuali denunce ai loro danni. I giudici, infatti, a loro avviso danno sempre maggiore credibilità agli agenti, quindi si sentono inattaccabili. Ma sarà davvero così?

Amnistia e indulto 2014: il #Governo ancora non considera questa possibilità

Anche se i casi di abusi resi noti aumentano, così le drammatiche situazioni di detenuti ancora in attesa di giudizio, le opzioni amnistia e indulto continuano a non essere prese in considerazione dal Governo di Matteo Renzi, che preferisce valutare altre soluzioni continuando a prolungare sofferenze diversamente risolvibili.

Pubblicità