Prosegue il dibattito in tema di Amnistia e Indulto 2014, emergenza carceri e riforma della giustizia: il piano stilato da Orlando sin qui non ha prodotto gli effetti sperati, ed anzi i tassi di sovraffollamento dei penitenziari sono tornai ai livelli pre sentenza del Consiglio D’Europa. A certificare uno stato di cose ormai insostenibile il dato sui sucidi, con 4 detenuti ad essersi tolti la vita nel giro di 20 giorni e un altro rinchiuso nel carcere di Torino che ha tentato di impiccarsi nella propria cella (per fortuna gli agenti in servizio in quel momento sono prontamente intervenuti impedendo al detenuto di portare a compimento il proprio disegno).

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Il quadro insomma è complesso, e dopo gli appelli dell’ONU, del presidente Napolitano e del Sappe nelle ultime ore si vanno intensificando anche quelli dei cittadini che chiedono a gran voce #amnistia e #indulto 2014; dal punto di vista parlamentare, i ddl incentrati proprio sui due provvedimenti di clemenza generale sono al momento bloccati in Commissione Giustizia e lì rimarranno sino a quando Orlando non terrà la propria audizione. Con una riforma della giustizia che stenta a dare le giuste risposte e un piano, quello stilato da Orlando, sostanzialmente inefficace, l’impressione di fondo è che solo adottando provvedimenti straordinari quali Amnistia e Indulto 2014 si possa imprimere una scossa vera all’emergenza carceri.

Amnistia e Indulto 2014, riforma della giustizia e piano Orlando: emergenza incontenibile, tentato suicidio a Torino

Come accennato in apertura è tornato prepotentemente in auge il dibattito riferito ad Amnistia e Indulto 2014: il fatto che negli ultimi 20 gironi ben 4 detenuti rinchiusi nelle carceri di Civitavecchia, Pisa, Trento e Sassari si siano tolti la vita certifica un livello di emergenza senza precedenti. Il dato sarebbe potuto essere anche più alto se gli agenti della polizia penitenziaria di Torino non avessero impedito ad un 48enne detenuto per bancarotta fraudolenta di togliersi la vita legandosi un cappio al collo. A denunciare l’accaduto è stato Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria: ‘Quest'ultimo evento dimostra l'assoluta inadeguatezza dell'amministrazione penitenziaria rispetto alle esigenze e all'alta professionalità degli appartenenti alla polizia penitenziaria’. Eventi come quello verificatosi nel carcere di Torino certificano uno stato di emergenza assoluto che richiederebbe interventi risoluti e non provvedimenti graduali. Il piano del ministro Orlando per il momento procede invece sul secondo binario: proprio ieri il guardasigilli ha firmato un documento d’intesa, l’ennesimo di questo tipo, con il ministro della giustizia della Repubblica Popolare Cinese Wu Aiying, un ‘Memorandum d'intesa sugli scambi e la cooperazione tra Ministeri della Giustizia d'Italia e Repubblica Popolare Cinese’ che al suo interno tratta temi come il trasferimento degli individui condannati e la lotta alla criminalità organizzata transnazionale. Sulla pagina Facebook del ministro Orlando continuano intanto a moltiplicarsi appelli e richieste di interventi più decisi, con numerosi utenti ad aver postato messaggi riferiti ad Amnistia e Indulto 2014: ‘Ministro ma quando la date questa Amnistia? Non se ne può più’, ‘Ministro, Amnistia e Indulto subito’, ‘State facendo soffrire migliaia di persone, Amnistia subito!’ solo per citarne alcuni, ma come accennato il piano Orlando per il momento mira ad utilizzare altri strumenti di lotta all’emergenza carceri. A questo punto vorremmo coinvolgere anche Voi: qual’è il vostro parere al riguardo? Credete che possa essere fruttuosa la politica adottata da Orlando o anche voi sareste favorevoli ad Amnistia e Indulto 2014? Dateci un giudizio commentando l’articolo qui sotto!



#Governo