I Mille giorni di Renzi dovrebbero portare alla cancellazione dell'articolo 18 e stringono i tempi per intervenire sulla delega riguardante il lavoro dove il #Governo pensa di emanare un decreto. Matteo Renzi pone l'aut aut sull'articolo 18 accendendo la fiamma della polemica e della tensione sulla materia delicata. Dentro lo stesso suo partito salgono i cori contro la cancellazionedell'art.18 dove si contesta la divisione tra lavoratori definiti di serie A e serie B. Non sarà facile decretare entro i Mille giorni con un atmosfera così incandescente.

Le barricate Non si placano le polemiche sull'articolo 18 riguardo le tutele dei lavoratori.

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Tocca al sottosegretario al Lavoro Bellanova rassicurare i duri che la modifica dello Statuto dei lavoratori riguardo a questo punto non rappresenta un passo indietro. Ma Landini della Fiom non è per niente convinto e risponde a tono che "sarebbe molto grave,un errore, se si intervenisse con un decreto legge per la riforma del lavoro oppure se si utilizzasse lo stesso sistema per cancellare l'art.18". A supporto giungono anche le dichiarazioni dell'ex ministro del Lavoro Damiano (Pd) che ribadisce la ferma contrarietà ad abolire l'art.18.

Appuntamenti Domani si svolgerà una riunione in commissione Lavoro del Senato incentrata all'articolo 4 che parla del riordino dei contratti di lavoro, introducendo le linee guida del contratto cosiddetto a tutele crescenti che impatterà sull'art.18.

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Sempre nel corso della stessa giornata si attende un emendamento governativo che seguirà una riunione della maggioranza in prima mattinata, indicativamente fissata per le 8.00. La discussione comprenderà anche l'opportunità di inserire la norma del risarcimento in luogo del reintegro obbligatorio in caso di licenziamento ingiusto che, come si ricorderà, fu introdotta con la Legge Fornero.

I motivi della fretta L'intento dell'esecutivo è quello di portare due importanti risultati in Europa costituiti dalla Legge di stabilità dalla riforma del lavoro per ottenere quella flessibilità promessa per il prossimo anno in grado di rilanciare l'economia del paese. Se si guarda alle intenzioni finali il concetto è chiaro ma bisognerà anche pensare ad intervenire per dare concretezza agli ammortizzatori sociali, senza i quali la riforma sarebbe zoppa.