Non bisogna lasciarsi ingannare dalle parole di Re Giorgio quando dice stop ai conservatorismi. Dietro la questione dell'articolo 18 c'è in ballo la democrazia e anni di guerre dei lavoratori per ottenere la tutela di diritti che un partito occulto, guidato da Renzi ma governato da Berlusconi e benedetto dal Capo dello Stato, vogliono rimettere in discussione per far piacere ai tecnocrati di Bruxelles. L'articolo 18 va dunque in Senato per la discussione con i dissidenti del PD guidati da Pippo Civati pronti alla battaglia. Dai microfoni di “Otto e Mezzo” intanto la Bindi manda a dire che non ci sarà scissione se questa non verrà decisa da chi impone l'obbligo di ubbidire.

Rischio scissione

Il termine scissione esce fuori quando Rosy Bindi, ospite della trasmissione di La7, risponde alle domande in studio affermando che non si verificherà nessuna spaccatura a meno che chi impone l'obbligo di adeguarsi alla linea del partito, forte del consenso delle Europee, dove ricordiamo il Pd ha preso il 41%, usi il consenso elettorale per stravolgere completamente l'articolo 18. Il capo dei dissidenti Pippo Civati evidenzia una forzatura inaccettabile nel progetto presentato da Renzi sul quale si pretende di convergere senza dar spazio alle opinioni. Denuncia la pretesa di una fedeltà praticamente di tipo feudale, senza opposizione democratica e con un linguaggio rivolto alle minoranze che rasenta il dileggio e l'umiliazione, ricorrendo addirittura a lettere agli iscritti. Una aggressività inusitata e fuori luogo su una questione delicatissima che sfocia nel diktat. Come dire o vi uniformate oppure ve ne andate perché tanto ho il 41% e comando io.

Elezioni in primavera

Gli spot elettorali di Renzi, forte dell'appoggio di Napolitano e Berlusconi, stanno portando alla scissione il Pd. Siamo allo scontro totale, alla crisi di nervi. Dalle parole dello stesso Fassina si intuisce che una svolta si avrà la prossima primavera: 'Comunque, è chiaro che se Renzi drammatizza così tanto adesso, in caso di problemi di stabilità si andrà a votare. Il gioco è pesante'. L'ex ministro Cesare Damiano avverte che se non ci sarà la reintegra e l'eliminazione del demansionamento del lavoratore, saranno pronti a votare contro per impedire che passi un disegno di legge sostenuto da FI. Bersani stesso invoca libertà di voto anche sulle questioni etiche per i parlamentari del Pd. La scissione è più che uno spettro, anche se i telegiornali vogliono raccontarcene un'altra. #Governo