Arrivano brutte notizie sul versante degli impiegati statali. Anche per il 2015 non sarà possibile assegnare aumenti sui loro stipendi e, a dichiararlo è Marianna Madia, ministro della Pubblica amministrazione. Il titolare di questo ministero afferma che, causa l' assenza delle risorse necessarie, non è possibile andare incontro a tutti. E perciò il #Governo ha scelto la strada che è quella di intervenire aiutando prima quelli che hanno più bisogno. Pertanto, per bocca del ministro, viene confermato il bonus di 80 euro in busta-paga, ma anche ai dipendenti del settore pubblico. Il ministro Madia ha anche precisato che i contratti del pubblico impiego sono fermi dall'inizio di questa crisi economica e che, per conseguenza, sia il governo che le parti sociali devono impegnarsi a lavorare in collaborazione per raggiungere il comune obiettivo di portare l'Italia fuori dalla crisi.

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Con questa scelta politico-economica, il governo calcola di risparmiare dai 4 ai 5 miliardi all'anno.

Dunque, nonostante che il presidente del Consiglio Matteo Renzi continuasse a tranquillizzare tutti sulle prossime decisioni governative, alla fine vengono colpiti, ancora una volta, i dipendenti statali. I loro contratti sono bloccati dal 2010 e lo saranno per ancora due anni. Queste scelte governative si basano sui calcoli effettuati dal Tesoro che, attraverso i tagli della spesa pubblica, necessita di recuperare 16-17 miliardi per l'anno prossimo.

Da quando è entrato in vigore il blocco degli aumenti degli statali, nelle casse pubbliche c'è stato un risparmio di oltre 11 miliardi. Questo risultato ha avuto come conseguenza un abbassamento del livello di qualità della vita dei dipendenti pubblici, che hanno perso in percentuale ben 15 punti in valore dello stipendio reale.

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Il colpo finale l'ha poi dato il governo uscente Letta, che estendendo sino al 2018 il blocco del turn-over, ha consentito di risparmiare ancora 5 miliardi di euro.

A tutto questo è arrivata la protesta di Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, che ha dichiarato che la scelta giusta era di eliminare gli sprechi presenti in enti locali, Regioni, Comuni e aziende municipalizzate. Il sindacalista chiede che non vengano tolti soldi agli statali. Secondo i suoi calcoli, questi perderanno in media 4800 euro, oltre ai 4200 euro già persi per i mancati aumenti sino al 2014.