Giorgia Meloni, ospite del talk show Piazzapulita su La7, intervistata da Corrado Formigli sulla nuova composizione del Parlamento Europeo non usa mezzi termini. La ex giornalista e ora co-fondatrice di "Fratelli d'Italia" crede che le medicine, ovvero tutte le manovre fiscali prima e dopo le ultime elezioni europee tengano sempre la stessa linea politica di rigore e non espansiva, inizialmente dettata durante il Governo Monti. Incalza credendo che "il PD abbia preso in giro gli elettori" promettendo manovre fiscali che sarebbero dovute partire proprio dal parlamento europeo ma che, pur avendo la maggiore quantità di seggi, il Presidente alleato in carica, e la Mogherini Lady Pesc, non sembra bastare.

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"Le medicine che l'Italia ha dovuto prendere sono supposte" e con questa battuta la Meloni sottolinea come anche dopo le elezioni europee, il Commissario europeo per gli affari economici e monetari, Jyrki Katainen, definito da Prodi un "falco rigorista", non abbia alcun motivo di cambiare a favore degli italiani gli equilibri monetari che, oggi come oggi, favoriscono la Germania.

Non a caso infatti, lo stesso Katainen è stato fortemente voluto dal Cancelliere Angela Merkel, in accordo con l'altro tedesco, Presidente del Parlamento Europeo, Schultz. In un impeto di ira patriottica, la giovane ex AN, si scaglia contro Draghi, a suo dire reo, si di aver mantenuto bassi (0,5%) i tassi di prestito dalla #bce alle banche nazionali, ma di non aver ancora istituito un organo di controllo che vigili sulle banche nazionali che permettano quindi che queste utilizzino il denaro ottenuto non in speculazioni finanziarie e "finanza creativa" ma in investimenti alle piccole e medie imprese.

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Dopo un intervento della parlamentare europea Alessandra Moretti, Giorgia Meloni riprendere la parola dichiarandosi esterrefatta dalla gestione del caso dei due Marò, entrambi ancora in attesa di giudizio in India, anche se Latorre, qualche giorno fa è tornato in Italia per curarsi in seguito ad ischemia celebrale. #Unione Europea