Nel corso della mattinata di mercoledì 24 settembre la Camera dei Deputati si è riunita per deliberare sulla mozione di approvazione della commessa per i famigerati F 35, i caccia americani tanto discussi per alcune anomalie tecniche che li rendono inferiori alle prestazioni di altri velivoli già in servizio, con l'ordine di acquistarne una ingente fornitura alla Lockheed Martin, società americana tra l'altro quotata anche a Wall Street. La mozione Pd passa l'esame come era già stato anticipato nei giorni scorsi.

Le mozioni respinte

C'è stato un passaggio preliminare che ha visto l'esame delle mozioni di M5S e Lega Nord, entrambe bocciate dalla Camera dei Deputati. I 'grillini' ne chiedevano l'integrale cancellazione, mentre la Lega voleva che fosse sostituita con una che prevedeva l'acquisto di altri velivoli militari meno evoluti, gli F22. In entrambe i casi il voto dell'aula è stato negativo e così si è passati all'approvazione della versione presentata dal Pd, nella quale si chiede però al #Governo di riesaminare tutto il programma F35 sin dall'origine allo scopo di abbattere drasticamente gli insostenibili costi che richiedeva. Dalla commissione parlamentare Difesa della Camera, del resto, era già pervenuto il giudizio finale sui sistemi d'arma che metteva in luce alcune anomalie.

I costi del programma F35

Il programma F35 costa fino adesso 12 miliardi di euro, come in base al piano di investimento pluriennale programmato dal governo; ridurne l'ammontare è oltremodo doveroso in questo momento critico per il Paese, come dai banchi del Pd è stato fatto notare. Il numero di caccia da acquistare è già stato ridotto dagli iniziali 131 agli attuali 90, aerei destinati a dare il ricambio alle flotte ormai obsolete ancora in servizio presso la Marina e l'Aeronautica Militare. La partecipazione italiana al programma, sarà bene ricordarlo, è limitata al solo assemblaggio dei caccia con una capacità di creazione di posti di lavoro stimata intorno alle 6500 unità. Quest'ultima parte risponde al paragrafo afferente i risvolti occupazionali chiesti dai deputati di Montecitorio.