Fa molto discutere in queste ore la notizia che Tiziano Renzi, padre del più noto Matteo, ha ricevuto un avviso di garanzia. L'ipotesi è di bancarotta fraudolenta. Renzi padre è indagato a Genova. È successo che una società che aveva nel suo scopo sociale la distribuzione di stampa periodica è stata dichiarata fallita coinvolgendo Tiziano Renzi. Titolare dell'indagine è il dr. Marco Ayroldi.

Non fosse il padre del Premier di questa vicenda si sarebbe parlato ben poco a livello nazionale: questo va detto a scanso di equivoci. Per alcuni, col dna dei complottisti, la tempistica è sospetta, dato che #Matteo Renzi si trova a vivere una fase delicatissima in qualità di presidente del Consiglio di un Paese ormai in cerca d'autore, che recita a soggetto per arrivare a fine mese, ma del resto la giustizia deve fare il suo corso e non si può vivere di dietrologia in un sistema di comunicazione dove, forse solo per fare audience, tutti sospettano di tutti senza neanche approfondire certi aspetti giuridici e penali delle singole questioni e "ultim'ora" che arrivano sul tavolo dei giornali.

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Ricordiamo infatti a tutti che Tiziano Renzi, pur iscritto nel registro degli indagati, è presunto non colpevole fino a sentenza passata in giudicato. L'Inchiesta sul padre di Renzi, che ha 63 anni, promette comunque altre sorprese e anche questo va detto.

Il padre di Renzi è indagato

Tiziano Renzi si è detto sereno e pronto a chiarire la sua posizione ma si tratta di mere dichiarazioni di prammatica. Va intanto precisato che titolari della società oggetto dell'indagine, denominata "Chil Post", erano Matteo Renzi - proprio lui - e le sue sorelle negli anni 1999-2004. In particolare alcuni versamenti contributivi legati all'attuale Premier hanno attirato l'attenzione degli inquirenti e la morbosa curiosità dei media.

Le doverose dimissioni

Con grande coerenza Tiziano Renzi ha ritenuto opportuno presentare ufficialmente le sue dimissioni da segretario del PD locale ma la sensazione è che questa vicenda riserverà molte altre sorprese.

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Inutile dire che per i complottisti la magistratura non potendo più mirare al presunto bersaglio Berlusconi ha spostato il tiro su Matteo Renzi che col primo sembra avere un certo feeling ma naturalmente siamo nel campo della fantapolitica. Per altri invece i nodi su Renzi, ragazzo prodigio capace di bruciare le tappe, stanno semplicemente venendo al pettine. A rimetterci, come sempre, potrebbero essere i cittadini che assistono attoniti allo sfascio di un'intera generazione di politici che alla lunga potrebbe colpire anche il rottamatore per antonomasia