Quando la coalizione internazionale intervenne in Iraq per cacciare Saddam, l'esercito iracheno, salvo qualche particolare reparto, si sciolse come neve al sole. Tutti ricordiamo le scene che ritraevano soldati con i baffi e la bandiera bianca, sbiadito spettro dell'esercito iracheno che aveva intimorito l'occidente fino a farlo intervenire ben due volte nel golfo. Nessuno dei soldati iracheni catturati o che si sono arreso agli americani ha passato più di qualche giorno nei campi di prigionia: sono stati semplicemente mandati a casa. I consiglieri dell'allora Presidente Bush erano dell'idea che l'esercito iracheno dovesse essere smantellato per essere poi ricostruito magari con l'aiuto dei Curdi, sicuramente più affidabili degli iscritti al partito Bath, il partito del deposto Saddam Hussein.

Questa decisione causò due principali conseguenze disastrose: la prima fu che l'esercito non raggiunse mai né il grado di affidabilità sul quale gli statunitensi contavano molto; numerosissimi sono stati gli attentati contro i Marines attuati con la complicità se non con la diretta collaborazione di alcuni membri dell'esercito iracheno. La seconda si è concretizzata nel licenziamento di migliaia di uomini che all'onta della sconfitta e dell'occupazione straniera dovettero aggiungere la preoccupazione di non avere più di che sfamare le proprie famiglie: in questo modo molti sono andati ad ingrossare le file dei guerriglieri iracheni.

Ora esiste il pericolo ISIS e gli Stati Uniti hanno fatto marcia indietro "suggerendo" al Governo Iracheno di amnistiare "de facto" i disertori dell'ex esercito iracheno e riarruolare tutti gli ex soldati di Saddam che volessero tornare in servizio. Oltre 6.000 gli uomini che si sono presentati alle porte dei centri di arruolamento di Bagdad e del Kurdistan: certo non saranno sufficienti a rimpiazzare le quattro divisioni irachene, circa 30.000 uomini, che hanno abbandonato equipaggiamento e mezzi agli insorti senza quasi combattere. La scorsa settimana nei pressi di Ramadi due plotoni dell'esercito iracheno sono fuggiti dopo aver terminato le munizioni lasciando un importante snodo stradale in mano ai jihadisti.

E' chiaro che un altro massiccio arruolamento di uomini non servirà a risolvere i problemi dell'esercito causati da un'incapacità strategico-operativa dei comandanti, dalla grande e dilagante corruzione presente e dalle divisioni tra sciiti e sunniti che hanno già compromesso la guerra contro l'ISIS in Iraq. Lo stesso Gen Martini Dempsey capo di stato maggiore, ha riferito al Congresso che solamente la metà delle 50 brigate irachene sono da ritenersi affidabili. Un altro problema complica l'arruolamento dei soldati, iniziato il 12 settembre e definito urgente: i posti di blocco all'interno del paese causano ritardi, mancati arrivi e spesso i volontari non partono per raggiungere le caserme per paura di non poter tornare indietro. Il tempo necessario a ricomporre un esercito iracheno sufficientemente preparato potrebbe non essere abbastanza prima dell'arrivo dell'ISIS.  #Esteri