Di sicuro non sembra essere stata una fortuita coincidenza l'annuncio di #Barack Obama avvenuto poche ore prima dell'11 settembre. Annuncio che decretava ufficialmente l'inizio di una nuova guerra in cui si è con loro o contro di loro. Più che ovvio il fatto che questa dichiarazione sia avvenuta in un momento di forte carica emotiva per gli americani, ovvero praticamente nel momento stesso della celebrazione dell'anniversario del tragico attentato alle torri gemelle. Il Premio Nobel per la Pace nella Politica Estera ha così deciso di seguire le orme dei suoi predecessori, iniziando i bombardamenti in Siria con i primi raid aerei ben assestati dai Top Gun statunitensi attraverso i nuovi caccia F-22 Raptor, e molti droni come supporto tecnico.

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Considerato una minaccia ed estremamente letale se dovesse capitare nelle mani sbagliate in quanto è progettato per operare in qualsiasi missione e in qualsivoglia condizione, il caccia F-22 Raptor è l'erede dell'F-15 Eagle. Proprio per questi motivi il congresso americano ha vietato l'esportazione di questo velivolo ed ogni progetto congiunto con altri stati, perfino quelli alleati, relativo a questa nuova, innovativa e sofisticatissima arma di distruzione.

Di fatto, con il loro primo attacco, gli USA hanno aperto la strada anche alla Russia di Putin per poter attaccare liberamente le milizie jihadiste dell'Isis, che proprio in queste ore sono riuscite a riconquistare ben due città: Alsger e Saqlawiyah, a nord di Falluja. Ma ora il Presidente degli USA sembra attendere anche il timbro dell'Onu perché dalle sue parole è stato ben inteso che "questa è una guerra globale al terrorismo, nessuno è obbligato ad intervenire ma tutti gli alleati devono sentirsi di combatterla liberamente".

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Da parte dell'Italia, verranno inviati a breve aiuti di ogni genere: per ora il Bel Paese dovrebbe inviare aerei da rifornimento in volo di carburante, aerei che dispongono di un particolare assetto tecnologico invidiabile da ogni Paese del mondo, inclusi speciali addestratori che prenderanno parte all'operazione.

Una coalizione internazionale anti-Isis che sembra ridurre il rischio di "un nuovo vietnam" perché questa volta sembra proprio essere un nemico da non sottovalutare affatto. #Islam