La situazione in Siria potrebbe compromettere la pace e la sicurezza internazionale non solo per il pericolo del terrorismo dovuto alle minacce dell'Isis contro l'occidente ma anche per la questione che esattamente un anno fa stava portando l'umanità sull'orlo di una terza guerra mondiale evitata grazie anche alla giornata di preghiera e di digiuno proclamata il 7 settembre 2013 da Papa Francesco (Mosca e Pechino avevano schierato le loro navi militari per difendere il governo siriano, accusato da Obama di avere usato armi chimiche contro i civili, da un eventuale attacco americano).

L'Unione Europea e gli Stati Uniti hanno accusato oggi il regime di Assad, dopo le indagini dell'Organizzazione internazionale per la Proibizione delle Armi Chimiche, di avere usato alcuni gas lo scorso agosto per compiere attacchi contro la popolazione civile nelle stesse modalità attuate in passato.

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Il rappresentante americano all'Opac ha specificato che quelli realizzati il mese scorso sono stati compiuti con l'uso di elicotteri che possiedono, come ha sottolineato anche l' Unione Europea, "solo le forze del regime". Il diplomatico ha evidenziato che gli Usa sono "profondamente allarmati" dalle "conferme dirette" sul fatto che "la Siria continua a usare armi chimiche ripetutamente e sistematicamente" e ha sottolineato che "i responsabili dovranno risponderne".

Il Segretario di Stato americano Kerry ha accusato recentemente il regime siriano di avere violato gli accordi stipulati l'anno scorso sull'eliminazione totale, completata pochi mesi fa, del proprio arsenale chimico tramite una delicata operazione internazionale alla quale hanno collaborato, tra gli altri, gli Stati Uniti, la Russia e l'Italia.

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Egli ha dichiarato inoltre che i ribelli moderati al regime riceveranno 40 milioni di dollari per combattere l'Isis e Assad mentre il leader degli oppositori ha chiesto nuovamente al Pentagono un sostegno aereo per rovesciare il governo e più armi letali per annientarlo.

Le eventuali azioni ostili guidate dall'amministrazione americana contro i target dell'esercito di Damasco rischierebbero di complicare lo scenario geopolitico poiché la Russia e l'Iran potrebbero, in tale caso, sostenerlo in modo diretto dichiarando guerra, di fatto, agli Stati Uniti e ai loro partner (il cui numero sta progressivamente aumentando) che già stanno colpendo gli obiettivi dell'Isis anche sul suolo siriano. Non dimentichiamo che il premier britannico Cameron ha detto oggi in Parlamento, chiedendo la fiducia per appoggiare la missione guidata dalla Casa Bianca, che l'operazione in corso durerà probabilmente molti anni. Il fatto che la tensione tra gli Stati Uniti e il Cremlino continui a essere molto alta è evidente poiché il presidente americano Obama, parlando mercoledì scorso all'Assemblea Generale dell'Onu, ha detto che "la Russia pagherà ulteriori costi per il suo intervento in Ucraina" sottolineando al contempo l'importanza del sostegno militare tramite un adeguato equipaggiamento e addestramento ai ribelli moderati siriani.

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