Il quotidiano tedesco “Sueddeutsche Zeitung” ha riportato oggi i contenuti del dialogo tra il presidente ucraino Poroshenko e quello dell'allora Commissione Europea Barroso nel corso della sua ultima visita a Kiev. Secondo il giornale Poroshenko avrebbe confidato al suo interlocutore che Putin potrebbe conquistare, se lo volesse, in pochi giorni molte città dell’Europa orientale col conseguente rischio del possibile inizio di una terza guerra mondiale. L’articolo, firmato da Daniel Broessler, ha riportato che Poroshenko, in uno dei suoi recenti colloqui con Putin, si è sentito dire testualmente le seguenti parole: "Se io volessi, truppe russe potrebbero arrivare in appena due giorni non soltanto a Kiev, bensì anche a Riga, Vilnius, Tallin, Varsavia o Bucarest". La minaccia, se vera, sarebbe gravissima poiché l’ Estonia, la Lettonia, la Lituania, la Polonia e la Romania appartengono tutte a Ue e Nato. I tre paesi baltici non dispongono di forze armate e soprattutto sono totalmente privi di aviazione. Varsavia ha modernissimi apparati militari mentre Bucarest possiede un esercito e un'aviazione inadeguati, ad affrontare minacce esterne, a causa dell’ arretratezza economica e sociale.

Il capo del Cremlino ultimamente ha abituato la comunità internazionale a una retorica anti occidentale sempre più forte ma intervallata da puntuali smentite; nel caso in cui queste frasi fossero confermate si tratterebbero delle prime minacce esplicite del numero uno russo contro paesi membri sia dell'Unione Europea ma anche dell'Alleanza atlantica. Essa ultimamente ha rafforzato le proprie difese in quelle zone per garantire, in caso di eventi così gravi, l’ applicazione dell’ articolo 5 del suo Trattato che prevede che ogni attacco militare a un singolo paese membro  debba essere considerato esteso a tutti gli altri nel loro insieme; per cui ogni alleato dovrebbe intervenire in difesa dell'aggredito. La tensione tra l’occidente e il Cremlino è aumentata a causa della crisi ucraina e del possibile intervento militare della coalizione guidata da Obama contro obiettivi dell’Isis in Siria senza un’adeguata cooperazione col regime di Damasco e con i suoi alleati che lo difendono militarmente come l’Iran e soprattutto la Russia. #Esteri