Qualcuno chiacchiera che sia una vendetta dei giudici per il taglio alle ferie: Tiziano Renzi, padre del Premier è indagato per bancarotta. Colpo basso delle toghe o meno, la notizia arriva proprio dal Tribunale di Genova, che accusa il padre di #Matteo Renzi di bancarotta fraudolenta per il fallimento della società di distribuzione di giornali Chil Post. L'avviso di garanzia è stato notificato al padre di Renzi tre giorni fa. Grande imbarazzo a palazzo Chigi anche per i contributi figurativi di cui sono stati rilevati i versamenti proprio a nome del Premier Matteo Renzi. Lo stesso reato è contestato ad altre tre persone. Intanto il Pd di Rignano sull'Arno accetta le sue dimissioni da segretario, rassegnate da Tiziano Renzi fin dall'inizio della vicenda: "Alla veneranda età di 63 anni e dopo 45 anni di attività [...] ricevo per la prima volta [...] un avviso di garanzia. [...] Sono certo chel e indagini faranno chiarezza" - conclude il padre del Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Padre di Renzi indagato per bancarotta fraudolenta

Il fatto risale al maggio 2013: fallimento della società di distribuzione di giornali Chil Post, al momento in mano ad un imprenditore genovese. Nonostante la cessione della società, la Chil Post, con sede a Rignano sull'Arno, risulta intestata al premier Matteo Renzi e alle sue sorelle dal 1999 al 2004. A nome dello stesso Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al momento, dunque, dipendente della Chil, è stato rilevato il versamento di contributi figurativi. Proprio nei giorni scorsi è stato notificato un avviso di prosecuzione delle indagini con la rispettiva iscrizione nel registro degli indagati: il fatto e l'accusa risalgono dunque ad alcuni mesi fa. Tiziano Renzi si dichiara "tranquillo" e anzi "ringrazia la magistratura" e annuncia un prossimo comunicato stampa, in cui fa intendere di voler spiegare le sue ragioni, che al momento non può dare, "essendo indagato - come conclude lo stesso Tiziano Renzi.

Il curatore della società di distribuione Chil Post è stato accusato di aver rilevato alcuni passaggi sospetti dei rami d'impresa e/o uscite di denaro ingiustificate. Il fatto ha portato Tiziano Renzi, padre del Premier, all'essere indagato per bancarotta fraudolenta dal Tribunale di Genova. L'inchiesta è seguita dal sostituto procuratore Marco Ayroldi e seguita in prima persona dal procuratore aggiunto Nicola Piacente. Lo stesso reato è contestato ad altre tre persone, Gianfranco Massone e Antonello Gabelli, tutti ex amministratori della Chil Post e subentrati nel 2010 al padre del Premier nella titolarità della società, che di seguito ha dichiarato fallimento nel maggio 2013. All'epoca dei fatti, dunque, la Chil Post era già stata ceduta da Tiziano Renzi all'imprenditore genovese e lo stesso Renzi, al momento della sua elezione a Presidente della Provincia di Firenze, aveva già venduto il 40% delle quote, garantendosi il diritto di ottenere contributi per un periodo di nove anni.

La notifica dell'avviso di garanzia è stato comunicato a Tiziano Renzi tre giorni fa, coincidendo proprio con la domanda di proroga di indagini avanzata al Gip. Al momento, di seguito alla notifica dell'avviso di garanzia, nel quale sono coinvolte altre persone, si dovrà comprendere se Tiziano Renzi sarà rinviato a giudizio. Nel frattempo, Tiziano Renzi ha preferito dare le sue dimissioni da segretario del PD "per evitare strumentalizzazioni della vicenda". Lo ha dichiarato lui stesso durante una prima intervista.

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