Attesissimo oggi l'intervento di Renzi sulla Riforma della #Scuola 2014, ma c'è grande interesse anche riguardo le direttive che indicherà per i #Quota 96. Le ultime news inerenti i 4000 docenti bloccati dalla riforma Fornero del 2012 ed impossibilitati ad andare in pensione ci dicono che nella giornata di ieri, proprio in occasione dell'intervento di Renzi che arriverà a breve, il presidente della commissione Lavoro di Montecitorio, nonché esponente del PD, Cesare Damiano, ha spronato il premier #Matteo Renzi a non trascurare la problematica relativa ai Quota 96, ma anzi risolvere in tempi brevi la faccenda e dare la meritata pensione ai suddetti interessati.

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La faccenda dei Quota 96 sta assumendo proporzioni sempre più grottesche, da mesi ci troviamo a raccontare una situazione che diventa via via sempre più paradossale. Purtroppo, quando qualche settimana fa avevamo raccontato dell'accordo raggiunto tramite la commissione speciale indetta per la Riforma del Lavoro, avevamo comunque il sentore che qualcosa potesse da un momento all'altro insidiare i buoni propositi dei partecipanti. Sono infatti subito dopo piovuti discorsi da più parti di eminenti economi e scienziati della finanza che sottolineavano il rischio di attingere dalla spending rewiew per tappare la falla. Alla fine dunque tutto è tornato nuovamente in stand by ed i diretti protagonisti, ossia i Quota 96, sono stati costretti a tornare in piazza per non far dimenticare la loro voce in un marasma di carte burocratiche che rischiano sempre più di seppellire la politica italiana.

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Le ultime news ci dicono infatti che il 29 agosto il gruppo dei Quota 96 si è unito a quello dei Precari Uniti per scendere in strada e manifestare il proprio dissenso. Come dicevamo, oggi il premier Renzi dovrebbe dare importanti indicazioni a riguardo, lui stesso infatti ha affermato che ci saranno idee mirate per risolvere il problema. Ma molti opinionisti già sentenziano che il suo "patto" (così il primo ministro ha denominato l'operazione che sta per presentare, non una nuova riforma, ma un accordo tra le parti chiamate in causa) rischia di essere un enorme pasticcio e risultare addirittura troppo oneroso per la politica italiana. Che poi va da sé, tradotto in lingua popolare, il più delle volte vuole semplicemente dire troppo salato per le tasche degli italiani.