Il premier #Matteo Renzi, ospite della nuova edizione della  trasmissione "Che tempo che fa", andata in onda domenica su Rai 3, nell'intervista rilasciata a Fabio Fazio, ha ribadito che l'articolo 18 è solo una tutela ideologica, dichiarando che per lui la politica è prendersi cura della gente, in particolare dei disoccupati che non devono fare una battaglia ideologica per l'articolo 18 ma devono fare in modo di trovare un lavoro. Attacca i sindacati dicendo che sono l'unica azienda al di sopra dei 15 dipendenti che non ha l'articolo 18 e quindi non ha diritto di polemizzare cercando di dare una lezione in proposito. Promette poi che il Governo riscriverà le regole del lavoro abolendo i contratti co.co.co. "La scelta di assumere o licenziare i lavoratori", continua Renzi, "non deve essere fatta dai giudici ma dagli imprenditori. Quello che conta è che lo Stato non lasci nessuno a casa".

Ha spiegato inoltre che la mediazione deve essere fatta con i lavoratori non fra maggioranza e minoranza del PD. La soluzione è trovare una risposta che permetta a chi lavora di uscire da questa crisi, che non è quella di conservare le attuali regole. Renzi assicura che i soldi ci sono, sono già stati individuati. La legge di stabilità li ha a disposizione per i lavoratori senza garanzie. Alla domanda di Fazio se ci saranno nuove tasse ha risposto che ce ne sono anche troppe e quindi non ce ne saranno altre: anzi ha confermato il bonus di 80 euro anche per il prossimo anno. Renzi si è pronunciato anche su altri argomenti toccati da Fabio Fazio alle quali domande a volte ha girato intorno, forse impreparato, come  quella sulla proposta di legalizzare le droghe leggere, evitando di esprimersi chiaramente, come su un altro argomento importante, quello delle unioni omosessuali, dove ha dichiarato che il Parlamento se ne sta interessando dopo aver terminato queste riforme. Ha già preso un  impegno: arriveranno le civil partnership alla tedesca come lo ius soli. L'intervista si conclude parlando della Rai. Renzi gira ancora sull'argomento dando una risposta che racchiude tutto e niente: "La Rai è una scuola cultura-educazione e io rispetto l'autonomia dei suoi dirigenti quindi non voglio che sia dominata dai partiti che devono smetterla di occuparsene".