I lavoratori dipendenti avranno il 50 per cento del TRF, il Trattamento di Fine Rapporto, in busta paga già dal primo gennaio 2015. E' questa una delle misure comprese nella Legge di Stabilità presentata da #Matteo Renzi durante la direzione del Partito Democratico, insieme alla conferma degli 80 euro, a 2 miliardi di taglio del costo del lavoro e 1,5 miliardi di nuovi ammortizzatori sociali. Viene così confermata la voce che circolava da alcuni giorni in merito allo studio di questa ipotesi, provocando immediate reazioni da parte delle associazioni degli imprenditori. In particolare, Rete imprese Italia ha così commentato: "Impensabile che le piccole imprese possano sostenere ulteriori finanziari, incluso l'anticipo mensile di parte del Tfr ai dipendenti".

COME FUNZIONERA' E CHI NE AVRA' DIRITTO

La misura anticipata dal premier dovrà essere oggetto di studio da parte del #Governo con Abi e Confindustria, per trovare un sistema di ammortizzatori bancari utili ad evitare difficoltà alle imprese che dovranno privarsi, con la parte del TFR inserito in busta paga, di una importante fonte di finanziamento.

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L'ipotesi allo studio è quella di utilizzare l'accesso al credito agevolato della Banca Centrale Europea per le imprese, rafforzando allo stesso tempo il sistema di garanzie pubbliche fornite dal Governo con il Fondo Inps e facendo ricorso, se necessario, alla Cassa Depositi e Prestiti. La misura dovrebbe essere volontaria, destinata cioè solo ai lavoratori del settore privato che ne fanno richiesta, e temporanea per un periodo che va da uno ad un massimo di tre anni. Rimarrebbe da sciogliere il nodo dei lavoratori che, nel 2007, hanno deciso di versare il TFR nei fondi pensione anziché lasciarli in azienda.

COME SARA' CALCOLATO

Il trattamento di fine rapporto viene accantonato dalle imprese nella misura del 7 per cento dello stipendio del lavoratore che, alla fine dell'anno, andrà quindi a costituire circa una mensilità aggiuntiva che viene rivalutata dell'1,5 per cento l'anno più una parte variabile legata all'indice ISTAT dei prezzi al consumo.

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Ecco alcuni esempi di quanto potrà pesare in busta paga l'inserimento del TFR:

  • 15.000 euro lordi l'anno. 45 euro mensili lordi in busta paga;
  • 24.000 euro lordi l'anno. 70 euro mensili lordi in busta paga;
  • 45.000 euro lordi l'anno. 120 euro mensili lordi in busta paga.

Per il momento le cifre possono  essere indicate solo al "lordo" in quanto rimane da definire il meccanismo di tassazione di questo che, occorre ricordare, non è un aumento, essendo soldi già del lavoratore che, semplicemente, vengono anticipati. Il TFR è infatti soggetto ad una tassazione agevolata con un'aliquota che può variare dal 9 al 15 per cento. Inserendolo mensilmente in busta paga, sarebbe penalizzato da una tassazione superiore che comprenda anche una percentuale destinata alla previdenza. Per questo motivo potrebbe essere presa in considerazione l'ipotesi di un versamento in una soluzione unica annuale. Una manovra, quindi, molto complessa, di fronte alla quale si era già arreso l'allora ministro Giulio Tremonti nel 2011.

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