Ci sono ormai "nuove ragioni di attualità e non rinviabilità dei problemi di riforma della giustizia''. Lo ha dichiarato il presidente #Giorgio Napolitano che ieri ha presieduto la prima riunione del nuovo Csm (Consiglio Superiore della Magistratura) spiegando che ''questo è ormai un nodo essenziale da sciogliere per ridare competitività all'economia''.

"Il Csm, nella sua componente togata - ha aggiunto il Capo dello Stato parlando del Consiglio superiore della magistratura - non è un assemblaggio di correnti ma un tutto unitario, nel rispetto - ha sottolineato - delle libere e responsabili valutazioni di ogni suo membro".

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"La magistratura non come 'casta chiusa' era il senso della composizione voluta dai Costituenti per il Csm", ha aggiunto Napolitano nel giorno in cui balza agli onori delle cronache per essere stato chiamato dai magistrati di Palermo come testimone al processo sulla presunta trattativa Stato-mafia. "Del tutto condivisibili le considerazioni del presidente Napolitano sul Csm", ha scritto sulla sua pagina Twitter Fabrizio Cicchitto, deputato del Nuovo centrodestra di Angelino Alfano, uno dei partiti favorevoli anche all'appello di Napolitano per #amnistia e #indulto, così come Forza Italia di Silvio Berlusconi. "Riforma giustizia non più rinviabile per un'Italia competitiva, un Napolitano in gran forma - ha dichiarato in una nota il deputato di Forza Italia Francesco Paolo Sisto - detta la road map per gli interventi legislativi in tema di giustizia.

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Il governo recepisca le indicazioni senza riserve".

Intanto, mentre il presidente della Repubblica lancia un nuovo appello per velocizzare la riforma della giustizia, continua a rimanere inascoltato il messaggio alle Camere con cui Napolitano ha chiesto al Parlamento l'approvazione di leggi straordinarie come amnistia e indulto 2014. Messaggio tuttora valido e rilanciato dall'Onu che dopo una missione in Italia ha chiesto provvedimenti straordinari al Governo Renzi e al Parlamento proprio facendo esplicito riferimento agli appelli del Capo dello Stato. E se in questi mesi per i detenuti è rimasta accesa la speranza di un'approvazione dei ddl per amnistia e indulto in discussione in commissione Giustizia al Senato della Repubblica adesso la situazione sembra essere peggiorata, visto che al momento è stato accantonato, in attesa di nuovi aggiornamenti ufficiali, l'esame congiunto dei quattro disegni di legge per indulto e amnistia 2014 che portano le firme dei senatori Manconi, Buemi, Compagna, Barani e altri cofirmatari.

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E a proposito di riforma della giustizia, sistema penitenziario e sovraffollamento carceri è intervenuto ieri anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando che insieme al presidente Napolitano ha partecipato alla prima riunione del nuovo Csm. "La Corte di Strasburgo . ha detto il guardasigilli Andrea Orlando - ha respinto due ricorsi apprezzando i progressi che l'Italia ha fatto sul sovraffollamento carcerario". Nei giorni scorsi il ministro aveva parlato delle difficoltà per l'approvazione di amnistia e indulto visto che sono misure molto impopolari. E parlando della riforma del Csm nel contesto della riforma della giustizia 2014, "quando sarà stato nominato il vicepresidente - ha ribadito il guardasigilli Andrea Orlando affronteremo il passaggio della riforma del Csm. Abbiamo già indicato le linee guida della riforma - ha ricordato l'esponente del Governo Renzi a margine della cerimonia al Quirinale per l'insediamento del nuovo Csm - prima di trasformarle in un articolato, riteniamo di dover tenere questo passaggio con il vicepresidente del Csm".