Se Matteo Renzi ed i Ministri del suo #Governo pensano di effettuare tagli alla sanità anche di un solo un euro, Lombardia e Veneto procederanno con lo sciopero fiscale a scadenza non ancora definita. Una minaccia? No, una resistenza o protesta, ovvero una tecnica usata anche da personaggi nonviolenti come Mahatma Gandhi e Martin Luther King. Un sistema pacifico di difesa che ogni cittadino deve ricordare per questo e per i prossimi governi: "rifiutarsi di pagare le tasse è uno dei metodi più rapidi per sconfiggere un governo". Essere puniti per essere stati bravi a spendere riducendo i costi non sarebbe assolutamente giusto e civile soprattutto nei confronti degli italiani, e proprio su questo punto è intervenuto il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, che si è semplicemente domandato come mai non si decide di andare ad organizzare meglio il meridione al posto di effettuare tagli inutili alla sanità, perché se si decidesse per i tagli, il problema continuerebbe ad esistere.

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Come mai è possibile far funzionare la regione Lombardia che ha solo circa tremila dipendenti mentre ad esempio la Sicilia che ne ha ben trentamila di impiegati non funziona sotto quasi ogni aspetto nonostante abbia ricevuto perfino enormi incentivi per le aziende dall'Europa?

L'ALTERNATIVA AI TAGLI ALLA SANITA'

Anziché tagliare il sistema sanitario, perché non iniziare ad organizzare meglio "quello che non funziona" nel meridione che ha attualmente un debito di circa 5 miliardi di euro proprio nel settore sanitario? E mentre proprio oggi sono sorte ulteriori indagini ad alcuni dirigenti dell'Expo, è doveroso ricordare che la Lombardia e il Veneto non hanno mai avuto bisogno di ripianare i conti e farlo ora sarebbe una grave sconfitta dell'attuale e dei precedenti governi.

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Negli anni, per la sanità le due regioni hanno fatto enormi passi in avanti con la riduzione dei ticket, pagando i propri fornitori in 17 giorni e non in 280 come fa lo Stato, finanziando l'apertura degli ambulatori per esami e visite tutte le sere fino alle 22, sabato e la domenica inclusi. Un servizio di qualità per il cittadino, perché tagliarlo quando si può invece ottimizzare anche il sud d'Italia? Ed è stato proprio il Governatore del Veneto Luca Zaia a lanciare l'allarme sui social network e l'eventuale contromossa ad un Governo che è ormai evidente non sà più cosa fare, non sà dove trovare i soldi e non sà come muoversi, anche se in realtà qualche soluzione esiste. Per quanto riguarda i tagli alla sanità, fortunatamente, non c'è ancora nulla di confermato e perfino il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ha dichiarato che al momento non sono previsti i tanto chiacchierati tagli per 3 miliardi di euro al Fondo sanitario. #Ticket sanitari