Sta per arrivare il giorno della verità per gli scozzesi. Manca infatti un solo giorno al referendum secessionista in Scozia. Domani la Scozia si troverà alle urne per scegliere la propria sorte dopo circa trecento anni di storia. Il risultato si annuncia abbastanza ferrato anche se circolano i sondaggi e le prime indiscrezioni. Tre sondaggi pubblicati ieri, a due giorni dalle elezioni, danno il 'no' come possibile vincitore manifestandosi con un vantaggio di quattro punti sul 'si'. I tre sondaggi sono pressoché identici se analizziamo le percentuali. L'Icm per Scotsman rileva il 45 per cento contro il 41 per cento, Survation per il Daily Mail rileva il 48 per cento contro il 44 per cento e Opinium per il Daily Telegraph rileva il 49 per cento contro il 45 per cento.

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Dati che non coincidono esattamente solo perchè bisogna anche tenere conto degli astenuti e indecisi. Gli indecisi infatti sono tra il 14 e l'8 per cento ma potrebbero scendere anche al 6. ed è proprio a loro che i leader politici rivolgono la loro attenzione. I leader scozzesi hanno organizzato per oggi due grandi comizi per accaparrarsi la fetta di torta che manca. Ma non sono gli unici. Anche i leader britannici stanno facendo la loro parte. Ieri infatti i politici hanno affermato di dare maggiore autorità al parlamento scozzese nel caso in cui dovesse vincere il 'no'.

L'appello di Cameron

A soli tre giorni dal voto era arrivato anche l'appello di Cameron. Il leader infatti nella città scozzese di Aberdeen aveva dichiarato che se i cittadini avessero proclamato la vittoria del 'sì' non gli sarebbe mai più consentito di fare passi indietro e ritornare verso la Gran Bretagna. Nel caso di scissione infatti il Regno Unito si romperà definitivamente.

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'Non distruggete questa nostra grande famiglia' grida a gran voce il premier britannico. Ricorda inoltre che nel caso di scissione la Scozia dovrà anche rinunciare alla sterlina, rinunciare probabilmente anche all'esercito. Ma se i cittadini decidono di rimanere a Londra, Cameron sarà pronto a dare maggiore spazio alla Scozia e maggiore autonomia. Una giornata di riflessione resta dunque agli scozzesi che domani decideranno la loro sorte.