"Dovrebbe la Scozia essere uno Stato indipendente?". È il quesito che verrà posto agli elettori il prossimo 18 settembre; giorno del Referendum per l'indipendenza della Scozia indetto dal governo scozzese in seguito ad un accordo tra il primo ministro Alex Salmond, leader del Partito Nazionale Scozzese (Scottish National party), nonchè paladino dei secessionisti scozzesi, che già in altre occasioni aveva proposto l'idea, ma è riuscito a concretizzarla solo dopo aver ottenuto la maggioranza assoluta del parlamento di Edimburgo nel 2012, e il premier britannico David Cameron.

A pochi giorni dalle urne, l'indipendenza della Scozia non è più un miraggio, gli ultimi sondaggi mettono paura a Londra, dopo 307 anni potrebbe cambiare la storia; secondo l'ultimo sondaggio You Gov, realizzato per il Sunday Times, gli elettori favorevoli sono il 51%, il fronte Yes è cresciuto di dieci punti percentuali negli ultimi mesi.

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Devolution contro l'indipendenza è la proposta che arriva da Westminster, il ministro delle Finanze britannico, George Osborne, parla infatti di maggiore autonomia fiscale e il trasferimento di alcuni poteri non specificati alla Scozia, che riguardano comunque welfare e spesa pubblica. Secondo quando riferisce sempre il Sunday Times, la paura di una secessione della Scozia dal Regno Unito è arrivata anche dentro Buckingham Palace, preoccupando anche l'attuale capo di Stato di Scozia, ovvero Elisabetta II; in questo senso assicura Salmond che comunque la Scozia continuerà a riconoscere la regina Elisabetta come suo legittimo sovrano, ma avrà una costituzione scritta, dice il primo ministro scozzese "come quasi tutti gli Stati moderni".

Vista la sostanziale parità evidenziata dai sondaggi, probabile che la differenza la faccia l'affluenza alle urne, qualora il fronte del si dovesse davvero imporsi al referendum, l'independence day scozzese scatterebbe formalmente il giorno 24 marzo 2016; quindi ci sarebbero diciotto mesi di tempo per negoziare i dettagli della nuova situazione tra Edimburgo e Londra, che sono tanti e importanti, dal destino della sterlina in Scozia al futuro dei rapporti economici, legati soprattutto ai giacimenti petroliferi del mare del Nord, fino ai sottomarini nucleari presenti nelle acque delle basi scozzesi.

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