Sembra ancora lontano il momento della svolta per il tema dell'#amnistia e dell'#indulto 2014, un provvedimento su cui il #Governo non sembra voler spendere la propria credibilità politica, ma che diviene ogni giorno più urgente man mano che la situazione di sovraffollamento continua a pesare e a mietere vittime negli istituti di reclusione italiani.

Non sembra infatti che la svolta sia finalmente arrivata con lo svuota carceri 2014, un dispositivo di legge che si pone l'obiettivo di incidere sulla situazione attraverso la conversione di pena dei reati penali meno gravi in attività lavorativa esterna; anche se è presto per esprimere un giudizio definitivo, dai primi responsi locali sembrerebbe che la popolazione carceraria interessata sia stimabile attorno al 20% del totale.

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Ancora troppo poco, soprattutto considerando i dati forniti dallo stesso Ministero della Giustizia ad agosto e analizzati dal partito radicale: il sovraffollamento in Italia è in media del 119%, ma esistono picchi negativi che possono addirittura superare il 200%.

Si chiede un intervento di clemenza nel pacchetto di Riforma della giustizia 2014 - Negli scorsi giorni il Presidente Giorgio Napolitano ha invitato il Guardasigilli Andrea Orlando alla prudenza verso il tema della giustizia, un terreno minato non solo per quanto concerne il sovraffollamento, ma per tutte le misure in fase di approvazione. Resta il fatto che una risposta da parte delle istituzioni è auspicata da molteplici attori, tra i quali primeggiano sicuramente i radicali italiani. A tal proposito, Rita Bernardini ha dichiarato che il problema è "la mancanza della legalità e di certezza del diritto, che porta l'Italia tra i Paesi con cattiva giustizia".

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Ultime dichiarazioni di Mauro Pili, deputato di Unidos: carcere come pentola in ebollizione - Sulla questione sovraffollamento è intervenuto anche Mauro Pili, che in riferimento al nuovo carcere di Oristano ha spiegato come siano ospitati più di 300 detenuti (220 dei quali boss mafiosi ed ergastolani) e far loro fronte siano presenti solo 12 agenti penitenziari. Il suo giudizio dopo una visita ispettiva è stato molto severo: "la casa circondariale di Massama è una pentola in ebollizione, che rischia di scoppiare da un omento all'altro. Il Ministero della Giustizia e il dipartimento di amministrazione penitenziaria stanno scaricando nelle carceri sarde valanghe di mafiosi provenienti dalle carceri del Nord Italia, senza garantire i livelli minimi di sicurezza".