Nuove importanti dichiarazioni del Premier Matteo Renzi sul tema dell'#amnistia e dell'#indulto. Il Presidente del Consiglio ha parlato come ospite della trasmissione televisiva Quinta colonna su Mediaset, spiegando il suo punto di vista circa le richieste per un atto di clemenza. Secondo quanto ha specificato: "i criminali colpevoli devono pagare fino alla fine. Chi commette un reato e viene condannato deve restare dentro. Se guardo le statistiche vedo che la situazione è un po' meglio del passato, ma chi subisce le conseguenze non si preoccupa delle statistiche. Noi dobbiamo far sì che quelli che becchiamo quando vengono condannati poi restano dentro.

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Quando un cittadino vede ripassare per la stessa strada anche uno scippatore l'impressione è che poi non ci sia più certezza del diritto. La giustizia deve garantire che chi è colpevole paga fino alla fine". Sembra quindi che Renzi sostenga la parte del PD che ritiene inopportuno un atto di clemenza generalizzato, nonostante le strutture carcerarie italiane siano al momento in una situazione di difficoltà a causa dell'elevato numero di detenuti. Se questa linea dovesse prevalere, è molto probabile che le speranze di un miglioramento relativo al problema del sovraffollamento restino legate all'ampliamento delle strutture carcerarie e allo stanziamento di nuove risorse economiche, piuttosto che ad un provvedimento utile a diminuire fortemente la popolazione carceraria nel breve termine.

I Radicali Italiani: "rimedi del #Governo umiliano... e neppure funzionano"

Dall'altra parte in questi giorni è tornato ad esprimersi anche il Partito Radicale sull'annoso problema del sovraffollamento carcerario e delle condizioni di carcerazione considerate ingiuste e in alcuni frangenti anche disumane.

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Lo scorso 5 ottobre si è riunito il Comitato Nazionale dei Radicali Italiani, che ha emesso una mozione volta a rinnovare la richiesta di amnistia e indulto già indirizzata alle Camere un anno fa dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. I radicali sottolineano che "i rimedi previsti dal Governo non solo sono umilianti per chi ha subito trattamenti equiparabili alla tortura, ma neppure funzionano a causa della totale inefficienza della Magistratura di sorveglianza, inadeguata persino a rispondere alle istanze di ordinaria amministrazione avanzate dalla popolazione detenuta".

In Senato tutto fermo in attesa dei dati provenienti dal Ministero della Giustizia

Mentre i toni della diatriba sono destinati a restare alti, la Commissione Giustizia al Senato torna a fermarsi, in attesa che il Guardasigilli Andrea Orlando faccia pervenire dal Ministero i dati riguardanti l'impatto avuto dallo svuota carceri 2014 sulla popolazione carceraria e sul problema del sovraffollamento. A tal proposito il Ministro ha spiegato che "i numeri non ci fanno più impattare con Strasburgo, ma non corrispondono ancora a ciò che le nostre leggi richiedono", motivo per il quale Orlando conclude con l'augurio che "ci sia la possibilità, in ragione di questa febbre che è scesa, di intervenire sulle strutture carcerarie, anche dal punto di vista del lavoro e del reinserimento".

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